Elsa Fornero e l'elogio alle ferite del riarmo


di Giorgio Cremaschi*

Elsa Fornero ha inflitto tante ferite a lavoratori e pensionati, ricordate le sue lacrime in diretta tv?

Ora la professoressa afferma che tutte e tutti dobbiamo accogliere le ferite del riarmo e poi magari anche quelle della guerra.

Chissà se, quando ha scritto questo orrore sul giornale di padron Elkann, le è cascata ancora una lacrimuccia. O se invece il suo liberismo bellicista è diventato così sfrontato, da non aver più bisogno di ipocrisia.

In ogni caso si conferma che Elsa Fornero è una che indica sempre la via: una volta visto dove sta lei, è certo che si debba andare dalla parte opposta.
Il fatto che chi ha portato l’età della pensione fino alla soglia dei settant’anni ora voglia più spesa militare nel nome dell’Europa, è un aiuto per convincere anche gli incerti a dire no.

Peccato che Michele Serra non abbia chiamato sul suo palco guerrafondaio anche la professoressa. Il suo elogio delle ferite del riarmo sarebbe stato benissimo tra l’eurorazzismo di Roberto Vecchioni e l’euromilitarismo di Filippo Scurati e avrebbe reso ancora più impresentabile lo spettacolo dal titolo: “lo vuole l’Europa”.

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