Il Ministero degli Esteri yemenita ha avvertito che le violazioni del cessate il fuoco a Gaza da parte di Israele stanno esacerbando la crisi, ribadendo il pieno sostegno ai diritti del popolo palestinese.
In una nota ufficiale rilasciata lunedì, il Ministero degli Esteri del governo di Sana'a ha dichiarato di seguire da vicino i negoziati in corso al Cairo tra le fazioni palestinesi, i mediatori e i garanti dell'accordo. Il comunicato ha confermato il continuo supporto di Sana'a alla resistenza palestinese nella difesa dei propri legittimi diritti, sia sul piano politico che al tavolo delle trattative, ricordando come questi stessi diritti siano stati difesi "con coraggio sul campo di battaglia".
Il ministero ha condannato le ripetute violazioni del cessate il fuoco da parte di Israele, accusando il governo israeliano di voler minare l'accordo e imporre una nuova realtà sul terreno attraverso incursioni militari e pressioni politiche. Ha inoltre avvertito che qualsiasi tentativo di esercitare pressioni sulla controparte palestinese affinché accetti condizioni favorevoli a Tel Aviv non farebbe altro che agevolare gli obiettivi israeliani nella Striscia.
Secondo la nota, il persistere di quella che viene definita l'"arroganza" israeliana e la continuazione delle violenze contro la popolazione potrebbero provocare un'esplosione della situazione a Gaza, riportando la crisi al punto di partenza. Il ministero ha quindi esortato i mediatori e la comunità internazionale a esercitare una pressione efficace su Israele per garantire il pieno rispetto dell'intesa e l'attuazione della prima fase dell'accordo, prima di passare a quella successiva.
In conclusione, Sana'a ha ribadito la sua posizione "ferma e incrollabile" sulla questione palestinese, assicurando che la leadership, il governo e il popolo yemenita continueranno a sostenere la causa fino alla nascita di uno Stato palestinese indipendente con Gerusalemme come capitale.
Nel frattempo, l'Ufficio informazioni del governo di Gaza ha riferito che, dall'entrata in vigore del cessate il fuoco, Israele avrebbe commesso 3.465 violazioni, provocando la morte di 1.045 palestinesi nella Striscia. Secondo i dati del Ministero della Salute locale, dall'inizio dell'offensiva israeliana nell'ottobre 2023, il bilancio complessivo ha superato i 73.000 morti e i 173.000 feriti, con la quasi totale distruzione delle infrastrutture civili dell'enclave.
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