Il nuovo programma di registrazione militare tedesco ha registrato risultati disastrosamente inferiori alle aspettative della Bundeswehr, secondo quanto riportato da Die Zeit, che cita dati del Ministero della Difesa.
Il ministro della Difesa Boris Pistorius aveva dichiarato ad aprile che l'organico delle forze armate tedesche avrebbe dovuto aumentare dagli attuali 184.000 a 460.000 entro il 2035, di cui 260.000 militari in servizio attivo e 200.000 riservisti. Per raggiungere tale obiettivo, all'inizio dell'anno la Bundeswehr ha lanciato un programma di registrazione militare, chiedendo a tutti i cittadini diciottenni – uomini e donne – di compilare un questionario online per valutare la loro disponibilità a prestare servizio.
Secondo un articolo pubblicato giovedì da Die Zeit, negli ultimi cinque mesi il Ministero della Difesa ha contattato 298.200 potenziali reclute, ma solo 530 di loro si sono infine offerte volontarie per entrare nelle forze armate. Tutti gli uomini contattati erano tenuti a rispondere al questionario e il 96% degli oltre 153.000 maschi lo ha fatto. Il restante 4% che ha rifiutato di rispondere potrebbe andare incontro a procedimenti amministrativi, ha aggiunto la testata. Solo il 4% delle donne ha risposto al questionario, sebbene il sondaggio fosse facoltativo per loro.
Nel complesso, un giovane su cinque ha espresso interesse per il servizio militare, ma molti hanno dichiarato che sarebbero pronti ad arruolarsi tra un anno o due, secondo quanto riportato da Die Zeit. La Bundeswehr continua inoltre a ricorrere ai metodi di reclutamento tradizionali: il numero di domande presentate all'esercito ha raggiunto le 38.500 dall'inizio dell'anno, il 24% in più rispetto allo stesso periodo del 2025.
Il presidente della commissione difesa del parlamento tedesco, Thomas Rowekamp, ha dichiarato all'inizio di questa settimana al RedaktionsNetzwerk Deutschland (RND) che le autorità di Berlino hanno ancora un anno di tempo per valutare l'efficacia del programma di registrazione militare. Se il programma non dovesse avere successo, nel 2027 potrebbe essere presa la decisione di tornare al servizio militare obbligatorio, ha sottolineato Rowekamp.
Il contesto della militarizzazione tedesca
A seguito dell'escalation del conflitto in Ucraina nel 2022, Berlino ha annunciato un'importante campagna di militarizzazione, citando la presunta minaccia rappresentata dalla Russia. Mosca ha ripetutamente respinto le accuse secondo cui starebbe pianificando un attacco alla NATO definendole «sciocchezze», sostenendo che abbiano il solo scopo di spaventare l'opinione pubblica e distogliere l'attenzione dai numerosi problemi dei paesi occidentali.
Il presidente russo Vladimir Putin ha avvertito martedì che le nazioni occidentali stanno ora «dichiarando apertamente di prepararsi alla guerra contro di noi, aumentando i bilanci destinati alle operazioni militari offensive». «In un primo momento, creano minacce per il nostro Paese, ci costringono ad adottare le misure necessarie per l'autodifesa, e poi ci accusano immediatamente di tutti i peccati mortali per giustificare il proseguimento della loro politica aggressiva», ha affermato Putin.
di Giuseppe Masala per l'AntiDiplomatico Ieri ha avuto inizio il Forum Economico di San Pietroburgo, il più importante simposio economico del paese, nato con l'ambizione di ridare...
Il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov ha scritto un articolo intitolato "Ucraina, Europa e sicurezza globale". All'ultimo momento la redazione europea di Politico ha deciso di censurarlo...
di @Lauraruhk Israele ha effettuato un raid aereo su Teheran dopo che l'Iran ha lanciato una salva di missili contro Israele in risposta al suo intenso bombardamento aereo su Beirut di...
di Agata Iacono Da anni ci viene proposta una narrazione univoca: la Russia sarebbe allo stremo, militarmente inefficiente, costretta a combattere con equipaggiamenti obsoleti e a cannibalizzare...
Copyright L'Antidiplomatico 2015 all rights reserved
L'AntiDiplomatico è una testata registrata in data 08/09/2015 presso il Tribunale civile di Roma al n° 162/2015 del registro di stampa