di Andrea Zhok*
Dal 2020 l’Occidente è entrato in una logica di guerra, con elementi di un’economia di guerra e una gestione di tipo bellico della politica interna, dei media e della politica estera.
Le origini dell’ingresso del paradigma bellico nel mondo occidentale sono abbastanza semplici da capire:
1) L’Occidente a guida americana ha perso la capacità di imporre le proprie “ragioni di scambio” a livello internazionale e questo ne limita la capacità “estrattiva” e i margini di profitto. Un sistema come quello vigente non può reggere una prospettiva di prolungata stagnazione o contrazione. Per uscirne agli USA e ai suoi sodali non resta che utilizzare la migliore carta rimasta: la relativa supremazia dell’apparato industriale-militare.
2) Passare ad una gestione bellica del sistema consente:
a) di esigere che le risorse pubbliche vengano cooptate in direzione di un “grande sforzo comune” di difesa, che fornisce sangue a selezionati grandi gruppi privati, fornitori di ciò che serve.
b) di passare ad una gestione bellica della cosa pubblica, con centralizzazione verticale delle decisioni, sottratte ad ogni vaglio democratico (l’urgenza non consente quel lusso che è la democrazia).
c) di slittare verso un’economia di guerra, dove interi settori possono essere arbitrariamente spazzati via, bloccati e riconvertiti.
d) di impoverire la popolazione media, incrementando così il potere contrattuale delle oligarchie finanziarie e rendendo i lavori più rischiosi e deprecabili (come il militare in tempo di guerra) comunque appetibili.
e) di legittimare ogni forma di controllo sull’informazione, di censura, di sanzione e coercizione dei disobbedienti, distruggendo sul nascere ogni possibile opposizione. Va da sé che di fronte all’impellenza della minaccia chiunque non cooperi è nominalmente un alleato del nemico, è parte del problema e va trattato come tale.
Ora, potremmo discutere all’infinito se la strategia pandemica sia stata parte intenzionale di questo cambiamento di paradigma o se sia stata solo un’occasione colta per testare un progetto già predisposto.
Ciò che è davvero importante è capire che quei meccanismi li abbiamo visti già all’opera nel 2020-2022 e che hanno dimostrato la loro straordinaria efficacia.
Se si sostituisce “guerra alla Russia (o ai Brics)” con “guerra al virus” si può osservare come la dinamica strutturale sia stata precisamente la stessa.
Drenaggio opaco di denaro dal pubblico al privato; decisionismo verticale con sospensione delle procedure democratiche (decretazione d’urgenza); blocco economico di interi paesi; impoverimento medio della popolazione (ed arricchimento di pochi grandi gruppi); distorsione, manipolazione mediatica, censura, esposizione degli insubordinati come capro espiatorio.
In questo momento noi abbiamo il privilegio di aver visto la potenza di fuoco di quella manipolazione, la sua efficacia, la sua capacità di generare da un giorno all’altro comportamenti letteralmente opposti a tutto ciò che fino al giorno prima era considerato giusto e normale.
Per quanto oggi quasi nessuno in Europa e in Italia voglia la guerra, nessuno si illuda. La maggioranza della popolazione è composta o da beoti, o da persone distratte da altre necessità della vita: persuaderla di qualunque cosa, presentando in modo plausibile una minaccia grave e immediata, non è affatto difficile.
E una volta partita la giostra, una volta che anche solo dubitare della direzione presa diverrà sinonimo di cooperazione col nemico, il gioco è fatto.
*Commento Facebook del 28 agosto 2026