La presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola ha annunciato lunedì che a tutto il personale diplomatico e ai rappresentanti dell'Iran è vietato accedere ai locali del Parlamento europeo, a causa delle proteste in corso in diverse parti del Paese.
"Non può continuare come se nulla fosse cambiato. Mentre il coraggioso popolo iraniano continua a difendere i propri diritti e la propria libertà, oggi ho preso la decisione di vietare a tutto il personale diplomatico e a qualsiasi altro rappresentante della Repubblica islamica dell'Iran di accedere a tutti i locali del Parlamento europeo", ha scritto Metsole sulla piattaforma social X.
"Questa Camera non contribuirà a legittimare questo regime che si è sostenuto attraverso la tortura, la repressione e gli omicidi", ha aggiunto.
Lunedì mattina, il portavoce della Commissione europea ha dichiarato che gli Stati membri stanno tenendo discussioni riservate sull'opportunità di designare il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie dell'Iran come organizzazione terroristica.
"La discussione tra gli Stati membri è in corso secondo regole riservate, come da procedura stabilita, e non potrò entrare nei dettagli", ha dichiarato Anouar El Anouni ai giornalisti a Bruxelles, sottolineando che qualsiasi designazione del genere richiederebbe l'approvazione unanime di tutti i Paesi dell'UE.
Ha aggiunto che la Guardia Rivoluzionaria è già soggetta a sanzioni UE di vasta portata sotto molteplici regimi, tra cui quelle relative alle armi di distruzione di massa dell'Iran, alle violazioni dei diritti umani e al sostegno alla guerra della Russia in Ucraina.
"Siamo pronti a proporre nuove sanzioni più severe a seguito della violenta repressione dei manifestanti. Questa è una decisione che gli Stati membri dovranno prendere all'unanimità in sede di Consiglio", ha affermato.
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L’inferno del genocidio a Gaza: la testimonianza che pretende responsabilità
Il libro di Wasim Said, pubblicato da LAD edizioni, non è un racconto da compatire ma un atto di accusa che spezza la neutralità e chiama alla lotta politica.
LA PRESENTAZIONE DEL CURATORE DELLA VERSIONE ITALIANA
Pasquale Liguori
Non è un libro “su Gaza”, non è l’ennesimo titolo che si aggiunge allo scaffale del dolore mediorientale. L’inferno del genocidio a Gaza è un documento che arriva in Italia con il peso preciso di una prova, non con la leggerezza di un prodotto culturale. Il fatto che a pubblicarlo sia LAD edizioni con la mia curatela non è un dettaglio editoriale, ma una scelta di campo: portare qui una voce che non si presta né alla retorica umanitaria né alla commozione di consumo, ma esige di essere ascoltata come atto di accusa, come frammento di verità che non intende integrarsi nella normalità del discorso pubblico, bensì incrinarla.
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