Minerali strategici e super-dazi: USA e Cina ai ferri corti.
La Casa Bianca ha annunciato un possibile super-dazio del 245% sulle esportazioni cinesi, in risposta alla recente decisione di Pechino di bloccare l’export di minerali rari, fondamentali per settori strategici come l’automotive, l’aerospaziale e la difesa. Donald Trump ha giustificato la mossa parlando di una “dipendenza eccessiva” da materiali critici provenienti da paesi avversari, che metterebbe a rischio sicurezza nazionale, innovazione e infrastrutture.
Oggi, le tariffe cinesi sui prodotti statunitensi sono al 125%, mentre le statunitensi su quelli cinesi al 145%. Parallelamente, secondo il Wall Street Journal, Washington starebbe cercando di isolare economicamente la Cina, chiedendo a oltre 70 Paesi di ridurre i rapporti commerciali con Pechino in cambio di sconti tariffari. Ma secondo diversi analisti cinesi, questa strategia potrebbe rivelarsi inefficace, persino controproducente: molti paesi alleati degli USA mostrano crescente irritazione verso le politiche commerciali statunitensi, giudicate instabili e coercitive.
Anche l’Unione Europea e il Canada hanno minacciato ritorsioni, mentre le Nazioni Unite ricordano che nessuno esce vincitore da una guerra commerciale. La Cina invita invece al dialogo e accusa gli USA di alimentare un “tsunami tariffario” che danneggia tutti, Washington in primis.
*Tratto dalla newsletter quotidiana de l'AntiDiplomatico dedicata ai nostri abbonati
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