di Giuseppe Masala
Dopo una telefonata tra Vladimir Putin e Donald Trump è stata data al mainstream mondiale la grande notizia: la Russia “inonderà” il mercato mondiale dei prodotti raffinati di petrolio ed in particolare di diesel.
A dare la notizia è stato lo stesso Donald Trump che ha dichiarato che è: «stato concordato che la Russia fornirà immediatamente oltre 300.000 tonnellate di gasolio al mercato americano e globale, altre 500.000 tonnellate nel mese di novembre e 1.000.000 di tonnellate subito dopo”. Quantità apparentemente enormi ma che in un mondo assetato di energia non sono nulla più che una goccia nell'oceano. Il mondo, secondo autorevoli stime, consuma tra i 28 e i 30 milioni di barili di gasolio e distillati al giorno, che equivalgono a circa 3,8 milioni di tonnellate al giorno.
Come si può vedere, le trecentomila tonnellate di gasolio che i russi hanno promesso per Ottobre non sono nient'altro che meno del 10% del consumo mondiale giornaliero.
Se ci concentriamo sul solo mercato americano, scopriamo che i consumi equivalgono a circa 510.000 tonnellate al giorno. Da qui si deduce che le 300.000 tonnellate promesse dalla Russia per Ottobre equivalgono a poco più di mezza giornata di consumo statunitense.
Cifre dunque che non sono in grado di cambiare l'inerzia di un mercato che sta subendo uno shock da offerta molto forte e che potrebbe anche peggiorare se i ribelli yemeniti di Ansar Allah continuassero a bersagliare con i loro missili e droni le raffinerie saudite e sei loro alleati iraniani continuassero a bloccare il traffico di petroliere nello Stretto di Hormuz.
Tutte cose ben conosciute sia a Putin che a Trump e che chiariscono come la reale motivazione di questa operazione non va ricercata nella volontà di risolvere la carenza mondiale di petrolio e di suoi distillati. Semplicemente dal punto di vista di Trump si vuole sfruttare al massimo l'effetto annuncio per guadagnare voti alle elezioni di MidTerm facendo credere agli elettori statunitensi che la fiammata sui prezzi dei carburanti è destinata a spegnersi in breve tempo grazie al lavoro di Trump.
Dal punto di vista di Putin questa mossa consente di guadagnare altro preziosissimo tempo, in attesa o di un miracolo che risolva il conflitto favorevolmente o di una sua ulteriore deflagrazione alla quale bisogna comunque prepararsi.
In qualunque caso chi parla di reale distensione tra USA e Russia, non ha valutato correttamente né il quadro generale sul piano delle relazioni diplomatiche né le dinamiche reali del mercato del petrolio.
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