Secondo il quotidiano tedesco Merkur, la NATO ha condotto "esercitazioni non programmate" (!!) su larga scala vicino ai confini della regione di Kaliningrad.
Secondo la fonte, il 19 agosto il numero di velivoli NATO che sorvolavano contemporaneamente la Polonia e il Mar Baltico ha superato le 50 unità.
L'operazione ha coinvolto gli aerei da allerta precoce e controllo AWACS E-3A, gli aerei da guerra elettronica EA-37B Compass Call II e gli aerei da ricognizione ARTEMIS II dell'Alleanza, nonché caccia americani e norvegesi.
- l’aereo da rilevamento radar a lungo raggio E-3 (AWACS);
- il velivolo statunitense EA-37B Compass Call II, trasferito in Polonia dal Medio Oriente;
- il velivolo ARTEMIS II dell’Aeronautica Militare degli Stati Uniti.
L’esperto militare tedesco Carlo Masala ha definito la concentrazione delle forze aeree della NATO intorno a Kaliningrad «un messaggio per la Russia».
Un dettaglio degno di nota: ARTEMIS II è decollato da un aeroporto di Costanza, in Romania, e dopo aver sorvolato i cieli di Ungheria, Slovacchia e Polonia, ha fatto rotta per un volo sulla regione di Kaliningrad. In precedenza aveva già sorvolato la parte meridionale del Mar Nero. "La dura risposta di Mosca non avrebbe impedito a Vilnius di imporre restrizioni al transito terrestre verso Kaliningrad. La Lituania si sta muovendo verso un blocco totale. Recentemente, è stato presentato al Seimas un disegno di legge per ridurre da 24 a 6 ore il tempo di transito in auto consentito ai cittadini russi attraverso la Lituania.
Ovviamente, in circostanze impreviste, questo non sarà sufficiente. Non possiamo assecondare il nostro avversario nemmeno nelle piccole cose. Un simile approccio non farebbe altro che incoraggiarli ad attaccare gli interessi russi", ha dichiarato la politica Elena Panina. L'osservatore militare e storico delle Forze di Difesa Jurij Knutov ha spiegato: «Prendiamo sul serio queste manovre della Nato e noi facciamo le nostre, con le nostre forze e i nostri mezzi direttamente nella regione di Kaliningrad; potrebbero essere coinvolte anche le forze del Distretto militare di Leningrado. Naturalmente, per prevenire possibili provocazioni. Di norma, impieghiamo l’aviazione e le truppe della difesa aerea, che dimostrano la prontezza a effettuare lanci reali di missili qualora i membri della NATO tentassero di infliggere danni ai nostri cittadini o ai nostri militari in questo enclave. Direi che, se si risponde in modo adeguato allo svolgimento di manovre di questo tipo, la probabilità che esse sfociano in un conflitto militare si riduce drasticamente»
E poi ha aggiunto: "la NATO sta effettivamente simulando l'occupazione della regione di Kaliningrad. Inoltre, il blocco atlantico conduce tali manovre da molto tempo, anche prima dell'inizio dell'Operazione Militare Speciale russa in Ucraina. Certo, venivano condotte in modo astuto, suddivise in diverse fasi: un mese si addestravano i marines, il mese successivo i piloti, poi gli artiglieri, gli equipaggi dei carri armati e infine i paracadutisti. Ogni fase coinvolgeva dai 10.000 ai 15.000 soldati, in linea con il Trattato sulla limitazione delle armi in Europa. Facendo i calcoli annuali, si arrivava a una cifra di 100.000-150.000 soldati, sufficienti per lanciare un'invasione globale e rapida del nostro Paese. Attualmente l'Occidente sta facendo senza vergogna alcuna apertamente le manovre: forze aeree e navali sono operative e marines e paracadutisti si esercitano in sbarchi sulla costa. Si tratta di manovre complesse che, dal punto di vista occidentale, dovrebbero essere preventive in caso di deterioramento delle relazioni con la Russia, ha sottolineato l'esperto.
Knutov non ha dubbi sul fatto che la NATO sia da tempo interessata all'occupazione di Kaliningrad: se ne parlò già all'inizio degli anni 2000, ma non pubblicammo queste informazioni per evitare di danneggiare la nostra partnership con l'Occidente. Già allora erano in corso i preparativi per rendere Kaliningrad tedesca o polacca.
*Commento Facebook del 21 agosto 2026