di Alessandro Volpi
Mario Draghi ha spiegato bene cos'è un'economia di guerra. Ha sostenuto infatti nelle anticipazioni del suo voluminoso rapporto preparato per la Commissione europea che non dovrebbero esistere restrizioni ai finanziamenti europei alle industrie belliche - usando l'eufemismo "di difesa" - e neppure limiti alle fusioni per creare dei mega colossi, certamente quotati in Borsa e partecipati da un grande fondo finanziario, verso cui attrarre una estesa spesa pubblica e il risparmio privato.
Se serve, per Draghi, vanno utilizzati in tal direzione anche i fondi della Bei e vanno ammorbidite le regole ambientali. Insomma, lo sviluppo passa dall'elmetto e dalla Borsa, altro che sanità e scuola ha sostenuto l'ex leader del centro sinistra allargato....
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