Netanyahu all'Assemblea Generale ONU, qualche spu(n)to sui sofismi sionisti

25 Settembre 2026 21:06 Giulia Bertotto

Benjamin Netanyahu è intervenuto all'81esima Assembela Generale dell'Onu che si è svolta a New York il 24 settembre e, nel suo grottesco show, ha cercato di minimizzare i crimini commessi in modo abituale da molti coloni israeliani, parlando di "giovani teppisti".

IL SOFISMO DELLA MELA MARCIA

Ci troviamo quindi a dover smascherare certi sofismi, replicando che i coloni violenti non sono furfanti occasionali, mele marce sfuggite al contadino, delinquenti sporadici, ma strumenti sistemici al colonialismo di insediamento, un secondo esercito informale ma organico al progetto suprematista, armato, spesso fomentato da idee messianiche e premiato a tutti i livelli pedagogici, sociali e religiosi dalla dottrina sionista.

IL SOFISMO DELLE COLONIE "BUONE"

A questo proposito, è importante discutere nel Parlamento Europeo di sanzioni specifiche contro le "colonie illegali", ma in parte dobbiamo denunciare la mistificazione, poiché tutte le colonie sono illegali. Si tratta di un sofisma funzionale a far credere all'opinione pubblica internazionale che ci sia un'occupazione aggressiva e sbagliata e un'occupazione civile e giusta, colonie armoniose e bucoliche e coloniche che sorgono da incendi e distruzioni deliberate di case palestinesi e anche omicidi. Una losca ambiguità da parte dell'UE che così abilita l'occupazione e quindi svilisce la lotta per l'autodeterminazione del popolo palestinese.
I governi di Tel Aviv distinguono tra avamposti autorizzati e avamposti non "legalizzati" dal diritto interno israeliano, tuttavia gran parte della comunità internazionale non riconosce alcuna distinzione di legittimità tra gli insediamenti in Cisgiordania.

Nessun sofisma invece, ma un'impunità sfacciata, quando il ricercato internazionale ha mostrato alla platea dimezzata, un cercapersone come quelli fatti esplodere nei mercati e nei bar in Libano. Un gesto surreale nella sede del Diritto Internazionale. Se solo qualche anno fa ce lo avessero raccontanto, non ci avremmo creduto; questa la velocità spaventosa e sconcertante con la quale la giurisdizione cede, la barbarie avanza, l'incredibile incalza e l'apocalisse si affaccia.

A RIDOSSO DEL TERZO ANNO DAL 7 OTTOBRE

Siamo ormai a ridosso del terzo anno da quella data, il 7 ottobre 2023, che viene usata per far cominciare la guerra alle incubatrici, un genocidio prima incrementale (espressione dello storico israeliano Ilan Pappé) e poi a fuoco aperto e alla luce del sole e dei social, proprio da quel 7 ottobre.

Ancora un altro raggiro concettuale e linguisitco. L'attacco al Festival Musicale Supernova vicino al kibbutz di Re'im, non è stato un "pogrom di arabi contro ebrei per ragioni etno-razziali" come ripete chi strumentalizza l'antisemitismo, ma un atto di tragica resistenza armata contro un'occupazione militare e una pulizia etnica violentissima che durava da almeno 80 anni in Palestina e dopo 17 anni di asfissiante blocco aereo, marittimo, commerciale e sanitario della Striscia di Gaza; "La più grande prigione del mondo" la definisce Pappé, 360 km quadrati sigillati dal resto del mondo. Una condizione ideale per uno sterminio su larga scala senza vie di fuga.

La narrazione del 7 ottobre come "attacco agli ebrei" è il colmo del ribaltamento cognitivo e del rovesciamento morale: proprio il governo che sfrutta supposte discriminazioni religiose, è lo stesso che ha riabilitato la pena di morte su base etnica. Inoltre questa lettura depoliticizza le antiche e solide rivendicazioni palestinesi per ridurle a impulsi irrazionali e xenofobi.

La strage del 7 ottobre è stata sanguinosa e drammatica, evitabile secondo le informazioni delle intelligence di mezza regione mediorientale, le quali hanno avvertito perfino Netanyahu in persona, ma inevitabile nella sua radice storica, economica e sociale.

Il 7 ottobre è diventato inevitabile dopo un secolo di apartheid e persecuzioni, è diventato inevitabile ogni giorno di questi decenni di atrocità, abusi e crimini commessi dal sionismo istituzionalizzato. ll 7 ottobre poteva essere evitato con inchieste oneste da parte degli organi d'informazione, con sanzioni e isolamento internazionale, con un potere e una volontà giuridica reale dell'ONU; eppure tanti governi, anche arabi, istituti finanziari e multinazionali, hanno tessuto affari con l'occupante genocida sulla pelle del popolo palestinese. Tutti abbiamo lasciato che si arrivasse al 7 ottobre e al genocidio in diretta dei cittadini di Gaza.

Il 24 settembre 2026 Netanyahu presenziava alle Nazioni Unite e il mondo rinunciava ancora una volta ad ogni possibilità di umanità.

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