Qalibaf sfida il Tesoro USA: "Sulle obbligazioni rischiate la crisi"

01 Ottobre 2026 08:30 La Redazione de l'AntiDiplomatico

Il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Qalibaf, ha risposto apertamente alle affermazioni del Segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent, illustrando le leve finanziarie ed energetiche attraverso cui Teheran ritiene di poter esercitare una forte pressione economica su Washington.

In un intervento diffuso tramite il proprio canale sul social network X, Qalibaf ha definito precaria la posizione finanziaria del Dipartimento del Tesoro, evidenziando come il governo degli Stati Uniti debba oggi rifinanziare gli ingenti debiti contratti in passato a tassi vicini allo zero emettendo nuovi titoli a tassi nettamente più elevati. A questa situazione si aggiunge, secondo il presidente del Parlamento iraniano, il calo di interesse da parte dei principali acquirenti storici di debito americano, come Cina e Giappone, dinamica che contribuisce a spingere al rialzo i rendimenti obbligazionari.

Nel suo messaggio, Qalibaf ha avvertito Bessent che le azioni dell'Iran — tra cui la pressione sul traffico nello Stretto di Hormuz e il conseguente mantenimento di quotazioni energetiche elevate — stanno accentuando le difficoltà strutturali del Tesoro statunitense. Ha infine sostenuto che Washington non potrà superare tali criticita finché non affronterà le questioni aperte nel rispetto dei diritti del popolo iraniano.

La presa di posizione giunge in un momento di forte tensione sui mercati finanziari: recentemente il rendimento dei titoli del Tesoro statunitensi a 30 anni ha toccato il 5,62%, raggiungendo i livelli più alti dal 2002 sotto la spinta dell'accumulo del debito pubblico.

Nel post, Qalibaf ha inserito anche un'immagine di David Zervos, ex strategist di mercato presso Jefferies e di recente nominato consigliere di Bessent, figura nota negli ambienti finanziari per alcune prese di posizione eccentriche che hanno suscitato dibattito e ironia tra gli operatori.

La replica di Qalibaf arriva a seguito delle dichiarazioni rilasciate dal Segretario Bessent il 27 settembre 2026, quando sostiene che l'Iran avrebbe esaurito le proprie risorse commerciali entro un paio di settimane, una volta consegnate in Cina le ultime forniture di petrolio in transito. Secondo l'amministrazione americana, le sanzioni e la campagna di pressione economica starebbero riducendo i margini di manovra di Teheran.

Da parte loro, le autorità iraniane rigettano la portata delle misure di restrizione economica promosse dalla presidenza USA, definendole destinate al fallimento al pari delle strategie di contenimento adottate dalle precedenti amministrazioni americane.

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