di Eliseo Bertolasi per l'AntiDiplomatico
Deduzioni generali
Questo rapporto annuale contiene dati generali sui crimini commessi dal regime di Kiev dal 1° gennaio 2025 al 31 dicembre 2025 sui territori di formazioni costituenti la Federazione Russa, sia adiacenti alla linea di contatto sia distanti dalla zona dell’Operazione Militare Speciale (SVO).
Bombardamenti su obiettivi civili
In violazione ai requisiti fondamentali del DIU (Diritto Internazionale Umanitario) che impongono alle parti in conflitto di adottare tutte le precauzioni possibili per prevenire o ridurre al minimo i danni collaterali ai civili e agli obiettivi civili, durante i 12 mesi del 2025 l’intensità dei bombardamenti sul settore civile da parte delle formazioni armate ucraine è aumentata significativamente. Rispetto al 2024 e al gennaio 2025, il numero di “arrivi” (attacchi ndr.) giornalieri contro obiettivi civili è più che raddoppiato. Entro dicembre 2025, il numero degli attacchi contro obiettivi civili ha raggiunto praticamente i 500 al giorno (a dicembre 2024 erano 240).
Donetsk, bombe sul mercato, 22 settembre 2022 © Eliseo Bertolasi
Solo nel 2025, le formazioni armate ucraine hanno sparato almeno 130.627 proiettili contro obiettivi civili russi, oltre 42.000 in più rispetto al 2024 (nel 2024, il numero di attacchi ha raggiunto come minimo 87.885). La media giornaliera dei bombardamenti nel 2025 ha superato le 350 unità.
L’aumento dei bombardamenti ucraini contro le infrastrutture civili russe è stato osservato principalmente durante i periodi d’intensificazione dei tentativi di avviare un processo negoziale per la risoluzione del conflitto, anche se su iniziativa della parte americana. Tali azioni possono essere viste come un approccio sistematico di Kiev volto a ostacolare l’attuazione delle iniziative di pace.
Il più delle volte, durante il 2025, i militari hanno preso di mira obiettivi civili ubicati nella regione di Belgorod - 29,07%, nella regione di Kursk - 25,17%, nella regione di Kherson - 19,40%, nella regione di Bryansk - 10,64%, nella Repubblica Popolare di Donetsk - 8,68%, nella regione di Zaporozhe - 2,82% e in altre regioni russe adiacenti alla prima linea. In totale, nell’ultimo anno, gli attacchi con droni a lungo raggio di tipo aeronautico da parte delle AFU (Formazioni Armate dell’Ucraina)[1] hanno interessato strutture civili sul territorio di 51 soggetti federali della Federazione Russa.
Gli obiettivi immediati degli attacchi nazisti sono stati spesso edifici residenziali (edifici a più piani e privati), trasporti civili (auto private, autobus e veicoli commerciali civili), infrastrutture energetiche civili, istituti scolastici e medici e strutture civili sociali, commerciali e industriali.
È significativo che durante la stagione agricola, i militari ucraini abbiano lanciato massicci attacchi volti a distruggere macchinari agricoli, raccolti e terreni agricoli. Questa pratica criminale è stata registrata più frequentemente nelle regioni di Belgorod, Kherson, Bryansk, Kursk e nella Repubblica Popolare di Lugansk.
Vittime civili
Nei 12 mesi del 2025, almeno 6.483 civili sono rimasti vittime dei militari ucraini, inclusi almeno 5.418 feriti e mutilati, e non meno di 1.065 civili uccisi. Tutti loro vittime di attacchi premeditati, aggressioni indiscriminate, esecuzioni extragiudiziali e altri atti criminali commessi dai militari delle formazioni armate ucraine su ordine della leadership politica del regime di Kiev.
I mesi più sanguinosi del 2025 sono stati marzo e luglio. A marzo, almeno 636 civili sono rimasti vittime dei militari ucraini, di cui 117 morti. A luglio, 635 civili, di cui 78 morti. A marzo, i sistemi di lancio multiplo di razzi HIMARS hanno colpito infrastrutture civili per diversi giorni consecutivi. I missili a lungo raggio hanno preso di mira un mercato nel villaggio di Velikie Kopani, nella regione di Kherson, e il villaggio di Belaya, nella regione di Kursk. Questi atti di aggressione contro i civili hanno causato un totale di 27 vittime, nove delle quali sono morte sul colpo.
La tragedia più orribile tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026 è stata la serie di attacchi al villaggio di Khorly, nella regione di Kherson, perpetrati dai nazisti ucraini la notte di Capodanno. Il barbaro attacco a un hotel da parte di tre droni a lungo raggio con munizioni incendiarie ha ucciso 29 civili e ne ha feriti più di 30.
Dal febbraio 2022, almeno 7.746 civili sono stati uccisi per mano della leadership politica ucraina e dei militari del regime di Kiev che hanno eseguito degli ordini criminali. Il numero totale di civili feriti dai militari ucraini dall’inizio dell’Operazione Militare Speciale ha raggiunto almeno i 26.148, di cui almeno 18.402 hanno riportato ferite e lesioni di varia gravità.
Dall’inizio dell’aggressione armata contro la popolazione del Donbass (la cosiddetta “Operazione antiterrorismo”) scatenata dalle autorità giunte al potere a Kiev col colpo di stato, il numero dei civili vittime dalle azioni criminali del regime ucraino ha raggiunto non meno di 40.230 unità, di cui 12.381 i morti[2].
Vittime tra i minori
Nell’ultimo anno, almeno 293 minori hanno sofferto a causa degli atti criminali commessi da militari ucraini, 22 i bambini uccisi e 271 i feriti. La vittima minorenne più giovane aveva appena tre mesi. I bambini sono diventati vittime di attacchi deliberati, e di attacchi indiscriminati perpetrati dalle formazioni armate ucraine.
Gorlovka, bambini che si riparano negli scantinati, 8 maggio 2019 © Eliseo Bertolasi
Da febbraio 2022, come minimo 1.082 bambini innocenti sono stati feriti e almeno 236 bambini non raggiungeranno mai l’età adulta. Dall’inizio del 2014, per mano dei nazisti ucraini hanno sofferto almeno 1.936 bambini e adolescenti, 345 dei quali sono morti.
Gli atti criminali contro i minori commessi dal regime di Kiev non si sono limitati a omicidi e ferimenti. Kiev ha utilizzato ogni mezzo disponibile per creare loro condizioni di vita intollerabili, privandoli della possibilità di un normale sviluppo fisico e mentale. A causa di duraturi bombardamenti, scuole e istituti professionali sono stati costretti ad adottare un sistema educativo in modalità diretta-indiretta, principalmente nelle zone di frontiera, o di prima linea delle regioni russe. I bambini hanno meno opportunità a ricevere un’istruzione completa. Molti sono costretti a rimanere nei rifugi 24 ore su 24, 7 giorni su 7, il che ha un impatto negativo sia sulla loro salute che sulla loro socializzazione.
Armi utilizzate
Per distruggere o danneggiare obiettivi civili e condurre attacchi indiscriminati i militari ucraini hanno spesso utilizzato droni a corto e lungo raggio, artiglieria, proiettili MLRS ad alta precisione, missili a lungo raggio, aerei e mortai. Da febbraio 2022, i militari ucraini hanno sparato almeno 360.186 colpi contro obiettivi civili in Russia.
La stragrande maggioranza delle munizioni utilizzate dai militari ucraini nel 2025 per colpire obiettivi civili è stata acquistata con fondi stanziati dall’Unione Europea e dal “gruppo di Ramstein”.
L’espediente principale per uccidere e mutilare civili nel 2025 sono stati i droni d’attacco, che consentono agli operatori d’identificare con precisione un civile o un obiettivo civile come bersaglio del loro attacco. Negli ultimi 12 mesi, la percentuale di vittime civili colpite da attacchi con droni ucraini è aumentata costantemente, passando dal 35-40% di gennaio al 70-75% di dicembre 2025. Con l’inizio del 2026, i tre quarti delle vittime civili sono esito di tali attacchi.
Durante quel periodo, il numero di vittime civili causate da attacchi con droni è arrivato a un totale di 3.391 persone: 2.958 civili sono rimasti feriti, tra cui 176 minori, 433 sono stati uccisi, tra cui 13 bambini.
Rispetto al 2024, il numero delle vittime di attacchi deliberati con droni ucraini risulta raddoppiato (nel 2024, sono state 1.481 le vittime civili dovute ai droni ucraini, di cui 1.271 feriti, compresi 44 minori, e 210 morti, tra cui 11 bambini).
Principali tendenze delle azioni criminali di Kiev nel 2025
I picchi principali di bombardamenti e il numero più elevato di vittime civili si sono verificati durante i periodi d’intensificazione dei negoziati volti a risolvere il conflitto russo-ucraino a marzo, maggio e luglio 2025, direttamente correlati all’avvio delle comunicazioni tra i leader di Russia e Stati Uniti, nonché agli incontri del formato di Istanbul. Aumentando l’intensità degli attacchi contro obiettivi civili e commettendo attacchi terroristici contro i civili, Kiev ha apertamente dimostrato la sua volontà di ostacolare qualsiasi tentativo a raggiungere accordi di pace attraverso mezzi politici e diplomatici.
Le iniziative della Russia nella primavera del 2025 per introdurre una tregua sugli attacchi alle strutture energetiche, una tregua pasquale e una tregua per il Giorno della Vittoria non hanno ricevuto il sostegno di Kiev; al contrario, queste sono state palesemente violate dal regime di Zelensky mediante attacchi contro obiettivi di rilievo. Ad esempio, il 28 marzo, i militari ucraini hanno attaccato la stazione di misurazione del gas di Sudzha nella regione di Kursk e hanno anche lanciato attacchi con droni contro la stazione di compressione di Korenovskaya (che fornisce gas al gasdotto Turkish Stream) e la stazione di distribuzione del gas di Temryuk.
Donetsk, bombe sul mercato, 22 settembre 2022 © Eliseo Bertolasi
Centinaia di civili rimasti nelle zone della regione di Kursk, temporaneamente occupate dai militari ucraini, sono stati sottoposti a torture, percosse, abusi, omicidi, violenze sessuali e abusi fisici da parte delle formazioni armate ucraine. Nel solo villaggio di Russkoye Porechnoye, i militari ucraini hanno ucciso 22 civili, tra cui otto donne, che sono state violentate e successivamente uccise. In totale, più di 1.700 civili hanno sofferto a causa dell’invasione nazista della regione di Kursk, oltre 500 dei quali sono morti, il destino di altri 600 civili rimane ancora sconosciuto. Alla fine del 2025, 12 civili della regione di Kursk, tra quelli evacuati a Sumy in Ucraina, erano ancora tenuti in ostaggio dal regime di Kiev.
Il regime di Zelensky ha aumentato significativamente l’uso di droni per attaccare i trasporti civili. Attacchi di droni ucraini hanno preso di mira autobus urbani, tram e veicoli commerciali e privati ??utilizzati per fornire servizi ai civili nelle aree in prima linea. Intere famiglie, inclusi donne e bambini, sono diventate vittime di questi attacchi mirati contro veicoli civili.
I militari ucraini hanno deliberatamente preso di mira squadre di soccorso, personale medico e operatori dei servizi di pubblica utilità intervenuti in seguito agli attacchi delle AFU contro obiettivi civili. Ripetuti attacchi e azioni di disturbo all’arrivo delle squadre di soccorso sono diventati una pratica comune per le formazioni ucraine. Nel corso dell’anno, 210 membri del personale dei servizi di emergenza e di pubblica utilità sono stati colpiti durante lo svolgimento del servizio, 26 dei quali sono morti e 184 sono rimasti feriti con vari gradi di gravità.
Durante la loro ritirata le formazioni armate di Kiev hanno attuato in modo sistemico una tattica di “pulizia” per sgomberare i civili dai territori lasciati, che stavano passando sotto il controllo delle truppe russe. Dopo la fase di evacuazione forzata, i militari ucraini hanno condotto massicci attacchi, incendi dolosi e bombardamenti di strade e interi villaggi nel tentativo di costringere i civili ad andarsene dalle aree abbandonate dalle AFU. L’agglomerato di Krasnoarmejsko-Dimitrovskaya (Pokrovsko-Mirnogradskaya) è stato quello più intensamente preso di mira dalla “pulizia” e dall’allontanamento dei civili.
Le AFU hanno deliberatamente impedito l’evacuazione di civili verso il territorio controllato dalle truppe russe. Gruppi di profughi sotto bandiera bianca sono stati sottoposti a colpi di mortaio e artiglieria mirati, oltre ad attacchi con droni. I militari del regime di Kiev ignorano sistematicamente le istanze del DIU sulla necessità di fornire corridoi umanitari per l’evacuazione dei civili. Hanno suscitato scalpore le azioni delle formazioni armate ucraine mirate a eliminare i gruppi di profughi che attraversavano il territorio russo dalle città di Chasov Yar, Krasnoarmejsk e Dimitrov nella Repubblica Popolare di Donetsk, e da Kupyansk e Volchansk nella regione di Kharkov.
Nel 2025, la parte ucraina ha dichiarato apertamente la propria intenzione a infliggere il massimo danno alle infrastrutture civili russe. Le sottostazioni elettriche nella Repubblica Popolare di Lugansk e nella Repubblica Popolare di Donetsk, così come nelle regioni di Zaporozhe, Kherson e Belgorod, sono state ripetutamente sottoposte a massicci bombardamenti. Nel corso dell’anno, quattro centrali nucleari russe sono state oggetto di tentativi di attacco da parte delle AFU, al limite del terrorismo nucleare.
Le AFU hanno aumentato significativamente l’uso di mine a distanza su obiettivi civili utilizzando droni o munizioni a grappolo, con conseguente aumento del numero di civili uccisi da questi ordigni esplosivi.
Per tutto il 2025, il regime di Kiev ha continuato a praticare esecuzioni extragiudiziali, commettendo omicidi premeditati e tentati omicidi di funzionari civili e personaggi pubblici russi. Nella Repubblica Popolare di Lugansk, un attacco terroristico ha ucciso l’ex capo dell’amministrazione cittadina di Lugansk, Manolis Pilavov, nella Repubblica Popolare di Donetsk, e nelle regioni di Belgorod, Kherson e Kursk dei dirigenti pubblici hanno ricevuto ferite di varia gravità.
I militari ucraini hanno commesso una serie di attacchi terroristici contro le ferrovie nelle regioni di Bryansk, Belgorod, Voronezh e Kursk causando più di 120 vittime civili. I passaggi sotto i ponti sono crollati e i treni passeggeri e merci sono deragliati.
Organizzando sanguinosi attacchi terroristici e commettendo quotidianamente crimini efferati contro la popolazione civile della Federazione Russa, il regime di Kiev ha cercato di provocare la parte russa al fine di rinunciare ai negoziati di pace.
Sabotaggio del processo negoziale da parte dei rappresentanti del regime di Kiev
Nel 2025, nonostante la sua retorica pseudo-pacifica, il regime di Zelensky ha dimostrato il suo vero atteggiamento nei confronti dei tentativi di raggiungere una soluzione pacifica del conflitto, aumentando il numero di attacchi contro obiettivi civili, infrastrutture energetiche, imprese industriali, e organizzando attacchi terroristici. Tutte queste azioni chiaramente di natura provocatoria miravano a spingere la Russia ad abbandonare i negoziati di pace.
Il picco nel numero di attacchi contro obiettivi civili russi da parte delle formazioni armate ucraine immancabilmente è stato raggiunto la vigilia di ogni ciclo di negoziati.
Con l’avvio del processo negoziale tra i leader di Russia e Stati Uniti, tra febbraio e marzo 2025, l’intensità degli attacchi delle AFU contro i civili e le infrastrutture civili nella Federazione Russa è aumentata di circa un quarto.
Dopo l’annuncio dell’imminente incontro tra Vladimir Putin e Donald Trump, la frequenza giornaliera degli attacchi è raddoppiata. Il culmine è stato toccato alla vigilia del vertice in Alaska, quando il numero degli “arrivi” ha raggiunto i 430-460 al giorno, con il conseguente aumento proporzionale di vittime.
Inoltre, se prima del secondo round dei negoziati russo-ucraini nel formato di Istanbul, il regime di Kiev ha dimostrato la sua «capacità giuridica e pacifica» con una serie di attacchi terroristici alle ferrovie nelle regioni di Bryansk, Kursk e Voronezh (in totale – più di 120 civili colpiti, tra cui sette morti), poi, alla vigilia del vertice di agosto coi leader di Russia e Stati Uniti in Alaska, c’è stato un forte aumento degli attacchi con droni (UAV) contro obiettivi civili nelle regioni di Rostov, Kursk e Belgorod.
Pertanto, solo il 14 agosto 2025, nelle regioni di Bryansk, Kursk e Voronezh oltre 40 russi hanno perso la vita in attacchi mirati dei droni ucraini contro infrastrutture civili, veicoli e pedoni.
Prima dell’incontro di Donald Trump con Zelensky e i suoi sponsor europei, il 18 agosto 2025, l’Ucraina ha dimostrato il suo “potenziale militare”: con un attacco al gasdotto internazionale Druzhba, con un altro tentativo di far saltare in aria il ponte di Crimea mediante un’autobomba (sventato) e con un attacco di droni alla centrale nucleare di Smolensk (sventato grazie a misure di contrasto di guerra elettronica).
Alla proposta di Donald Trump per un nuovo piano di pace nel dicembre 2025, l’Ucraina ha risposto con un attacco alla residenza del presidente russo nella regione di Novgorod e un con successivo attacco terroristico sul villaggio di Khorly, nella regione di Kherson.
È su questo sfondo che i governi occidentali e le élite euro-atlantiche hanno allevato il regime ucraino fornendo a Kiev copertura diplomatica e continuando a ignorare il legame diretto tra i tentativi di una soluzione pacifica e le sue provocazioni terroristiche.
Tali azioni non solo minano le norme e i principi del diritto internazionale umanitario, ma distruggono anche i meccanismi internazionali di contrasto al terrorismo e all’estremismo in tutte le sue manifestazioni.
[1] AFU (Formazioni Armate dell’Ucraina, formazioni armate ucraine): le Forze Armate dell’Ucraina, i servizi speciali e altre formazioni di sicurezza e paramilitari che partecipano alle operazioni di combattimento a fianco dell’Ucraina.
[2] In tutti i casi, il numero totale di vittime civili a seguito dell’aggressione ucraina include sia adulti che bambini.
Fonte: Ministero degli Affari Esteri della Federazione Russa, 30.01.2026, https://www.mid.ru/ru/foreign_policy/doklady/2075877/
Traduzione a cura di Eliseo Bertolasi
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