Teheran lancia un avvertimento chiaro: qualsiasi invio di armi o apparecchiature radar a sostegno di Israele sarà considerato un obiettivo legittimo per le forze armate iraniane. La dichiarazione arriva dopo una serie di attacchi missilistici che, secondo fonti iraniane, avrebbero gravemente compromesso i sistemi difensivi israeliani.
"Avvertiamo formalmente che il trasferimento di qualsiasi equipaggiamento militare o radar - via aerea o marittima - a sostegno del regime sionista sarà interpretato come partecipazione diretta all'aggressione contro l'Iran e diventerà un bersaglio per le nostre forze", ha affermato un portavoce del quartier generale di Jatam al-Anbia, il comando responsabile della difesa aerea iraniana. Lo riporta oggi Hispan TV.
Secondo le informazioni dei servizi segreti iraniani, nonostante Israele disponga dei più avanzati sistemi antiaerei al mondo e del pieno sostegno americano, i recenti attacchi avrebbero inflitto danni significativi alle capacità radar israeliane, lasciando il paese con gravi carenze di munizioni e attrezzature.
La crisi risale al 13 giugno, quando Israele ha lanciato una serie di attacchi in territorio iraniano causando decine di vittime e danni a infrastrutture civili. In risposta, l'Iran ha condotto oltre venti operazioni con missili e droni contro obiettivi israeliani, azioni che Teheran definisce "legittima autodifesa" secondo il diritto internazionale, ma che hanno ricevuto la condanna della comunità internazionale.
L'escalation militare rappresenta una delle fasi più critiche del conflitto tra i due paesi, con il potenziale di coinvolgere direttamente altre nazioni che fornissero supporto militare a una delle parti in causa. Analisti internazionali temono che la minaccia iraniana di colpire i rifornimenti militari possa innescare una pericolosa espansione del conflitto a livello regionale.
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