Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha lanciato una minaccia diretta alla presidente incaricata del Venezuela, Delcy Rodríguez, ammonendola che potrebbe pagare "un prezzo molto alto" se non allineerà la sua politica alle esigenze di Washington. Lo riporta The Atlantic, citando una dichiarazione in cui Trump avverte che se Rodríguez "non fa la cosa giusta, pagherà un prezzo molto alto, probabilmente più alto di Maduro". Il riferimento è al presidente venezuelano, rapito sabato scorso durante un'assalto militare statunitense che ha preso di mira Caracas. Il presidente USA ha inoltre chiarito di non tollerare quello che ha descritto come "un rifiuto sfidante" di Rodríguez all'intervento armato di Washington.
Interrogato sul perché un "cambio di regime in Venezuela sarebbe diverso da sforzi simili a cui si era opposto in passato, come in Iraq", Trump ha respinto ogni analogia, suggerendo di rivolgere la domanda all'ex presidente George W. Bush. "Io non ho invaso l'Iraq. Quella è stata una cosa di Bush. Dovreste chiederlo a lui, perché non avremmo mai dovuto intervenire in Iraq. Quello ha innescato il disastro in Medio Oriente", ha replicato l'attuale inquilino della Casa Bianca.
Nel frattempo, a seguito dei massicci attacchi aerei statunitensi e del rapimento di Maduro, Delcy Rodríguez ha ribadito in un messaggio alla nazione che Nicolás Maduro rimane il presidente legittimo del paese. "Esigiamo la liberazione immediata del presidente Nicolás Maduro e di sua moglie, Cilia Flores; unico presidente del Venezuela. [...] C'è un solo presidente nel paese, che si chiama Nicolás Maduro Moros", ha ribadito con forza. Nel pomeriggio di sabato, l'alta funzionaria ha annunciato il decreto di emergenza, attivando la risposta nazionale a quello che ha denunciato come il "rapimento illegale e illegittimo" del presidente e della first lady.
Il Tribunale Supremo di Giustizia del Venezuela ha nel frattempo ordinato che la vicepresidente assuma la presidenza in qualità di incaricata mentre il presidente legittimo, Nicolás Maduro, è detenuto dagli Stati Uniti. Rodríguez diventerebbe così la prima donna nella storia del paese sudamericano a capo dello Stato.
Da parte sua, Trump ha manifestato che Washington dirigerà la politica in Venezuela fino a quando la Casa Bianca non riterrà possibile "una transizione sicura". "Non possiamo rischiare che qualcun altro prenda il controllo del Venezuela", ha dichiarato, menzionando la vicepresidente venezuelana. "Hanno una vicepresidente che è stata nominata da Maduro e, in questo momento, lei è la vicepresidente. E suppongo sia la presidente. Ha prestato giuramento come presidente poco fa. Ha avuto una lunga conversazione con [il segretario di Stato] Marco [Rubio] e ha detto: 'Faremo ciò di cui avete bisogno'. Credo sia stata piuttosto cortese, ma, in realtà, non ha scelta", ha affermato Trump.
Rodríguez, dal canto suo, ha condannato l'operazione militare degli Stati Uniti, definendola una "aggressione sotto falsi pretesti" per rovesciare il governo venezuelano e appropriarsi delle sue risorse minerarie. "E quello che questo paese ha ben chiaro è che non saremo mai più schiavi, è che non saremo mai più una colonia", ha dichiarato.
Nel corso della giornata, il segretario di Stato USA, Marco Rubio, ha sostenuto che Washington è disposta a lavorare con le attuali autorità del Venezuela se prenderanno le "decisioni corrette". Tuttavia, ha avvertito che "se non prenderanno le decisioni corrette, gli Stati Uniti manterranno molteplici leve di influenza per garantire la protezione dei nostri interessi, e questo include l'embargo petrolifero in vigore, tra le altre cose".
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