Wunderwaffe a Kiev: guerra in Ucraina ad un passo dall'escalation nucleare?

26 Febbraio 2026 08:30 Clara Statello

di Clara Statello per l'AntiDiplomatico

Ad un anno dall’inizio del processo negoziale tra Stati Uniti d’America e Federazione Russa, non solo non c’è stata nessuna svolta in Ucraina, ma persiste il rischio di escalation nucleare. Il 24 febbraio, nel quarto anniversario dell’inizio dell’Operazione Militare Speciale, l'ufficio stampa del Servizio di intelligence estero russo ha pubblicato un comunicato urgente che potrebbe cambiare la natura stessa della guerra.

Una Wunderwaffe a Kiev

In base alle informazioni raccolte dall’intelligence russa, Francia e Regno Unito vorrebbero dotare l’Ucraina di una "Wunderwaffe", nel tentativo di capovolgere le sorti del conflitto.

“Kiev potrà ottenere condizioni più favorevoli per la fine dei combattimenti se possiederà una bomba nucleare o almeno una cosiddetta "bomba sporca" – si legge nel comunicato. “Berlino ha saggiamente rifiutato di partecipare a questa pericolosa avventura”, viene specificato.

Londra e Parigi starebbero prendendo in considerazione la testata francese termonucleare TN75 da 100 a 150 kilotoni, ovvero dieci volte Hiroshima. Ciò violerebbe il Trattato di non proliferazione nucleare e rischierebbe di destabilizzare il sistema globale di non proliferazione; per questo il trasferimento di componenti e tecnologie avverrebbe in segreto, per far apparire l’eventuale acquisizione di armi nucleari da parte di Kiev come frutto di uno sviluppo interno ucraino.

L’intelligence russa ritiene che “questi piani estremamente pericolosi” rivelino la “perdita di senso della realtà” di Londra e Parigi che “vorrebbero sottrarsi alle proprie responsabilità”, ma “tutto ciò che è segreto verrà inevitabilmente alla luce”, avvisa.

In conclusione, l’auspicio: “Ci sono molte persone di buon senso negli ambienti militari, politici e diplomatici di Gran Bretagna e Francia che comprendono il pericolo che le azioni sconsiderate dei loro leader rappresentano per il mondo intero”.

Un punto di non ritorno

In base a quanto viene riferito, la “Wunderwaffe”, che sia una testata nucleare o una “bomba sporca”, servirebbe esclusivamente per riequilibrare il peso dell’Ucraina al tavolo dei negoziati, in modo da non soccombere alle condizioni della Russia. Non per attaccare il territorio o obiettivi russi.

Nonostante ciò, la consegna di una o più testate nucleari costituirebbe un salto di qualità nella natura del conflitto che, in definitiva, si trasformerebbe una guerra diretta fra potenze nucleari. Con un vantaggio per Mosca che a questo punto, in base alla nuova dottrina nucleare, potrebbe utilizzare le sue testate, sia tattiche che strategiche, non soltanto contro l’Ucraina ma anche contro Francia e Regno Unito.

La Russia potrebbe opporre la violazione del Memorandum di Budapest, che riconosceva l’indipendenza dell’Ucraina in quanto stato non nucleare, nonché del Trattato di Non Proliferazione (TNP). Inoltre potrebbe percepire il nuovo status nucleare dell’Ucraina come una minaccia alla propria integrità e sovranità, dunque una minaccia esistenziale.

L’Europa si troverebbe ad un punto di non ritorno: un conflitto diretto tra potenze nucleari che inevitabilmente coinvolgerebbe anche gli Stati Uniti d’America.

Le reazioni russe

L’intenzione di Londra e Parigi di fornire segretamente la bomba a Kiev è stato il tema che ha dominato il dibattito pubblico nel giorno del quarto anniversario dell’Operazione Speciale Militare.

Il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov ha definito il comunicato dell’SVR "un'informazione estremamente importante" e "un'estensione dello scontro", aggiungendo che la Russia avrebbe sollevato la questione durante i colloqui con la delegazione degli Stati Uniti.

Il consigliere di Vladimir Putin, Yuri Ushakov, ha commentato in maniera analoga: "La Russia informerà gli Stati Uniti dell'intenzione di Francia e Gran Bretagna di trasferire tecnologia nucleare all'Ucraina. I tentativi di Kiev di acquisire armi nucleari influenzeranno la posizione della Russia sull'accordo ucraino".

Il rappresentante permanente della Federazione Russa presso l'ONU, Vasily Nebenzya ha definiti i questi “ irresponsabili, pericolosi e illegali”. Si è augurato che a Londra e Parigi“ ci siano persone sufficientemente ragionevoli e prudenti” da impedire ai propri leader “passi inadeguati” ed ha esortato l'Europa a rivedere la politica di escalation e a smettere di seguire la logica della “guerra fino all'ultimo ucraino”.

Il Consiglio della Federazione della Russia ha invitato i parlamenti di questi due paesi, così come il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, il Parlamento europeo e l'AIEA a verificare le accuse russe e a condurre un'indagine.

La Presidente del Consiglio della Federazione, Valentina Matviienko, ha ricordato che lo status di non-nuclearizzazione dell'Ucraina è stato uno dei requisiti chiave per il suo riconoscimento come stato indipendente, pertanto non può essere soggetto a revisione. Dello stesso avviso è stata la portavoce del ministero degli Esteri, Maria Zakharova:

“La posizione russa su questo argomento è intransigente e assolutamente categorica. Abbiamo ripetutamente dichiarato che qualsiasi "passo" verso la revisione dello status non nucleare dell'Ucraina, così come l'acquisizione da parte del regime ostile alla Russia di Kiev di armi nucleari, è inaccettabile”.

“Qualsiasi passo per assistere Kiev nell'ottenere un potenziale militare nucleare sarà percepito da noi come un tentativo di creare una minaccia diretta alla sicurezza del nostro Paese di carattere critico e riceverà inevitabilmente una dura reazione da parte nostra. Nel contesto delle dichiarazioni e delle azioni antirussi di una serie di stati europei, che continuano ad alimentare la provocazione scatenata dall'Occidente in relazione alla crisi ucraina, avvertiamo ancora una volta dei rischi di un confronto militare diretto tra potenze nucleari e, di conseguenza, delle sue potenzialmente gravi conseguenze”.

Infine, anche il presidente russo Vladimir Putin, parlando al Consiglio dell’FSB, ha fatto rifermento al piano franco-inglese di fornire testate nucleari all’Ucraina, mentre avvertiva un possibile attacco ucraino contro i gasdotti Turkish Stream e Blue Stream

Le reazioni dell’Occidente

Kiev, Londra e Parigi hanno smentito le accuse lanciate dall’intelligence estera russa, ritenendole assurde, infondate e manipolatorie.

"Si tratta di un chiaro tentativo da parte di Putin di distogliere l'attenzione dalle sue azioni deplorevoli in Ucraina. Non c'è nulla di vero in ciò", ha affermato Dowining Street.

Naturalmente non ci si aspettava una conferma da Londra, Parigi e Kiev, né in un caso né nell’altro.

Due scenari

Non è possibile verificare l’attendibilità del comunicato del SVR. Come ha ricordato Maria Zakharova, più volte l’Ucraina di Zelensky ha espresso l’ambizione di rivedere il Memorandum di Budapest, a partire dalla Conferenza di Monaco del febbraio 2022. Più recentemente, l’ex ministro degli Esteri l'ex ministro degli Esteri Volodymyr Ohryzko in un'intervista ai media ucraini ha affermato che l’Ucraina dovrebbe dotarsi di una bomba nucleare sporca. Tuttavia degli indizi non costituiscono una prova.

È possibile che l’intelligence russa abbia intercettato delle conversazioni tra parti franco-inglesi riguardanti la possibilità di dotare Kiev di testate nucleari o armi sporche. Se ciò fosse vero, Mosca starebbe inviando un chiaro messaggio a Londra e Parigi, affinché questi “discorsi” restino tali. In base alle principali dichiarazioni rilasciate, riportate in questo articolo, uno status nucleare dell’Ucraina comporterebbe due immediate conseguenze:

  • Lo stop al processo negoziale, con il rischio di un’escalation nucleare e coinvolgimento di altre potenze nucleari nel conflitto;
  • Un cambio negli obiettivi strategici della Russia, che potrebbe smettere di riconoscere la statualità ucraina, in quanto ne verrebbe a mancare il presupposto.

Se invece il comunicato fosse falso e propagandistico (cioè avessero ragione Parigi, Londra e Kiev), ciò potrebbe riflettere due obiettivi di Mosca:

  • Utilizzare questa informazione per legittimare un irrigidimento della propria posizione negoziale con gli Stati Uniti;
  • Legittimare un attacco nucleare preventivo contro l’Ucraina.

La Russia, però, al momento non è in difficoltà sul campo di battaglia e un attacco nucleare potrebbe provocare un’escalation incontrollabile, per cui quest’ultima ipotesi appare senza una base concreta.

In entrambi gli scenari, verosimilmente Mosca porterà queste informazioni al tavolo dei negoziati, non cercherà un’escalation. Lo fanno sperare le parole di Peskov al giornalista Pavel Zaburin:

"Speriamo che la tempestiva pubblicazione di queste informazioni impedisca definitivamente l'attuazione di questi piani folli e completamente folli".

Toni di chi non cerca uno scontro tra potenze nucleari.

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