Le riserve di gas dell’Unione Europea sono scese al livello più basso per questo periodo dell’anno dai tempi della crisi energetica del 2022. A segnalarlo è il quotidiano economico-finanziario britannico Financial Times, che evidenzia come scorte inferiori alla media e un inverno particolarmente rigido stiano accelerando i prelievi dagli stoccaggi.
Il contesto resta segnato dalle scelte energetiche adottate dopo l’escalation del conflitto in Ucraina, che hanno portato Bruxelles a ridurre drasticamente le importazioni di gas e petrolio russi. L’abbandono del gas russo a basso costo ha spinto l’UE a dipendere sempre di più dalle forniture statunitensi, in particolare di GNL. La pressione sul mercato è destinata ad aumentare: una nuova normativa approvata la scorsa settimana impone agli Stati membri di interrompere completamente le importazioni di energia russa entro la fine del 2027, ampliando i rischi legati alla sicurezza degli approvvigionamenti.
Intanto i prezzi del gas europeo hanno registrato il maggiore rialzo mensile degli ultimi due anni. Il benchmark olandese TTF ha raggiunto quota 42,60 euro per megawattora, massimo degli ultimi dieci mesi. Le tempeste invernali negli Stati Uniti hanno inoltre sconvolto il mercato interno statunitense, riflettendosi sui prezzi europei proprio mentre l’UE aumenta la dipendenza dalle spedizioni di GNL.
Secondo Gas Infrastructure Europe, le riserve sono scese al 43% della capacità, con circa 130 carichi di gas in meno rispetto allo scorso anno.
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