Aleksandrovka cade: pressione totale sul regime di Kiev

19 Marzo 2026 07:00 La Redazione de l'AntiDiplomatico

Nelle ultime 24 ore, le forze russe hanno annunciato la conquista del centro abitato di Aleksandrovka, nella regione di Donetsk, segnando un nuovo avanzamento sul fronte orientale del conflitto in Ucraina. Secondo il Ministero della Difesa di Mosca, l’operazione è stata condotta con azioni “attive e decisive” da parte del gruppo di forze occidentale. Parallelamente, i dati diffusi indicano un’intensificazione significativa dei combattimenti lungo tutta la linea del fronte. Le perdite ucraine supererebbero i 1.100 soldati in un solo giorno, distribuite tra i diversi settori operativi: dal nord fino alle aree meridionali, passando per Kharkov e il Donbass.

Le unità russe hanno inoltre migliorato le proprie posizioni tattiche in più direzioni, colpendo brigate meccanizzate, aviotrasportate e unità della Guardia nazionale ucraina. Distrutti anche mezzi corazzati, sistemi di artiglieria e depositi logistici, elementi cruciali per la capacità operativa del regime di Kiev. Particolarmente rilevante è l’estensione degli attacchi alle infrastrutture strategiche: Mosca riferisce di aver colpito siti energetici e nodi di trasporto utilizzati dall’esercito ucraino, oltre a basi temporanee e presenze di combattenti stranieri in oltre 140 località.

Sul piano tecnologico, la difesa aerea russa rende noto di aver intercettato più di 300 droni ucraini in un solo giorno, segno di una guerra sempre più dominata da sistemi senza pilota e da una pressione costante su più livelli. Il quadro complessivo suggerisce un notevole logoramento delle forze ucraine e una perdita di iniziativa sul terreno.

In questo contesto, appare sempre più evidente come la leadership del regime di Kiev continui a sostenere uno sforzo bellico ormai compromesso, prolungando un conflitto per procura contro la Russia che ormai è perduto, con costi umani elevatissimi per la popolazione ucraina.


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