Argentina: ministro della Sicurezza giustica repressione contro una bambina

12 Settembre 2024 15:23 La Redazione de l'AntiDiplomatico

Neoliberismo e repressione sono un binomio inscindibile. A confermarlo è l’Argentina dove il ministro della Sicurezza, Patricia Bullrich, ha giustificato mercoledì la repressione di una bambina di 10 anni durante le proteste contro il veto del presidente Javier Milei all'aumento delle pensioni approvato dal Congresso.

I media locali hanno registrato il momento in cui la minore è stata colpita dal gas lacrimogeno utilizzato dalle forze di polizia durante la protesta davanti al Palazzo Legislativo, nella città di Buenos Aires, dove la Camera dei Deputati ha finito per convalidare l'annullamento della legge di riforma delle pensioni.

Ci sono stati momenti di grande tensione, dovuti alla rabbia dei manifestanti dopo l'esito del voto. Nel contesto di una pesante operazione di sicurezza, la polizia ha represso i manifestanti con gas lacrimogeni e proiettili di gomma.

Attraverso il social network X, il ministro Bullrich ha accusato la madre della ragazza definendola “irresponsabile e violenta”.

“In questi ultimi cortei c'era un gruppo di militanti con pietre e bastoni per colpire la polizia, e ora dicono che la polizia abbia lanciato gas contro una bambina. La responsabilità di portare una bambina di 10 anni a una marcia circondata da persone violente è di questa madre irresponsabile”.

Non è chiaro se la madre della bambina partecipasse alla manifestazione, ma in ogni caso la polizia, la Prefettura Navale e la Gendarmeria, incaricate di portare avanti una forte operazione repressiva, hanno agito sulle strade e sui marciapiedi, dove non è possibile distinguere chi protesta e chi no.

E questo non è stato l'unico caso. Anche un altro minore, questa volta di nove anni, è stato colpito dai gas lacrimogeni.

La madre ha precisato di non aver preso parte alla manifestazione: “Stavamo andando dal medico, siamo passati per venire all'hotel e hanno lanciato il gas”, ha affermato la donna.

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