Sabato 10 ottobre sarò a Genova, al Book Pride, per presentare Turisti a casa nostra – Tra le macerie invisibili del neoliberismo urbano. Sono davvero contento, perché Genova e la Liguria mostrano con estrema chiarezza le contraddizioni di un territorio che ha nel mare e nel sistema portuale i suoi cardini economici, insieme a ospitalità, seconde case, crociere, borghi e paesaggi diventati ormai marchi globali.
Il centro storico di Genova è in bilico tra vita quotidiana dei residenti, rendita, esplosione dei B&B e consumo turistico. Nella Riviera interi paesi devono negoziare di continuo il confine tra restare luoghi da abitare e diventare cartoline, location da vendere. Sono un osservatorio privilegiato per discutere ciò che il libro prova a raccontare. Cosa accade a un territorio quando attrarre visitatori diventa una vera e propria politica economica? Cosa succede quando la casa, intesa come "asset" da mettere a rendita, supera la sua storica destinazione abitativa? Che fine fanno i residenti quando i quartieri vengono riconfigurati in funzione di chi arriva e non di chi ci vive? E cosa resta quando il "successo", anche politico, di un luogo coincide con la possibilità di essere promosso, instagrammato, narrato, venduto e consumato?
Sono domande che valgono per moltissime città. Per questo il libro, pur essendo ambientato ad Atene, parla benissimo anche a Genova e ai genovesi. Come parla a Napoli, Palermo, Siviglia, Porto, Salonicco. Le dinamiche e le distorsioni sono sorprendentemente simili, ovunque nel bacino euromediterraneo: città e territori diversi che finiscono per assomigliarsi proprio mentre vendono al mondo la loro "unicità". Luoghi che, presto o tardi, rischiano di somigliarsi tutti. Molto probabilmente nel loro lato peggiore.
Ne parliamo sabato 10 ottobre, alle 11.30, a Palazzo Ducale (Sala Liguria) insieme a Mattia Crucioli.
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