Xi si schiera a favore della sovranità del Brasile. Durante una conversazione telefonica durata più di un'ora, il presidente cinese Xi Jinping ha detto al presidente Luiz Inácio Lula da Silva che la Cina sostiene il Brasile nella difesa della sua sovranità e indipendenza e si oppone a qualsiasi interferenza straniera nel Paese sudamericano finito nel mirino degli Stati Uniti.
La dichiarazione giunge in un contesto in cui il governo degli Stati Uniti sta intensificando la sua ingerenza in Brasile. Venerdì scorso, Itamaraty (equivalente della Farnesina in Brasile) ha negato il visto a due funzionari del Dipartimento di Stato USA che intendevano mettere in discussione l'integrità del sistema elettorale brasiliano prima del primo turno di ottobre, secondo quanto riportato dal Washington Post. Il giorno successivo, il presidente argentino Javier Milei (uno dei principali alleati/vassalli di Trump nella regione) ha attaccato Lula e il ministro della Corte Suprema Federale (STF) Alexandre de Moraes durante un evento pubblico a sostegno di Flavio Bolsonaro.
Il presidente cinese ha affermato che Pechino "attribuisce grande importanza allo status e all'influenza internazionale del Brasile". Xi ha inoltre valutato che, negli ultimi anni, l'articolazione delle strategie di sviluppo dei due Paesi "ha registrato progressi positivi" e ha iniettato "una preziosa stabilità in un contesto internazionale turbolento", come riporta il quotidiano Brasil de Fato.
Xi ha ribadito la sua volontà di "rafforzare il coordinamento strategico bilaterale e multilaterale" per mantenere lo slancio positivo nella costruzione di una comunità dal futuro condiviso.
Secondo una nota stampa del Ministero degli Affari Esteri brasiliano, i due presidenti hanno ribadito il loro impegno ad ampliare la partnership nei settori dell'intelligenza artificiale, dei satelliti, della lavorazione dei minerali critici e del commercio di fertilizzanti. Lula ha sottolineato che il governo rimane impegnato a diversificare i mercati e i partner commerciali. I due leader hanno inoltre concordato sulla necessità di accelerare i negoziati per un accordo Mercosur-Cina "che includa la necessaria flessibilità".
Secondo quanto riportato dalla parte cinese, Lula ha espresso interesse ad attrarre maggiori investimenti cinesi nel Paese. Il presidente ha evidenziato la visione di Xi di una cooperazione internazionale "aperta e inclusiva" nel campo dell'IA e si è congratulato con la Cina per aver ospitato la Conferenza Mondiale sull'Intelligenza Artificiale del 2026.
L'Anno Culturale Brasile-Cina, un'iniziativa in corso in entrambi i Paesi quest'anno, è stato citato da entrambi i leader come uno dei fattori che rafforzano le basi dell'amicizia tra i due popoli. L'accordo di esenzione dal visto per brevi periodi, anch'esso evidenziato in entrambe le dichiarazioni, dovrebbe, secondo il governo brasiliano, "incrementare il flusso di turisti e le opportunità commerciali".
Xi e Lula hanno deplorato la proliferazione dei conflitti e i loro effetti sulla sicurezza alimentare ed energetica globale. Per quanto riguarda il Medio Oriente, hanno convenuto che le restrizioni alla libera navigazione negli Stretti di Hormuz e Bab el-Mandeb "hanno effetti deleteri sull'economia mondiale" e hanno espresso "profonda preoccupazione" per la persistente situazione umanitaria a Gaza, secondo quanto riportato nella dichiarazione brasiliana.
Riguardo all'Ucraina, i due presidenti hanno convenuto che il Gruppo degli Amici della Pace può svolgere un ruolo rilevante nella ripresa dei negoziati per porre fine al conflitto. Entrambi hanno criticato l'incapacità del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite di rispondere adeguatamente alle crisi in corso e hanno osservato che il prossimo Segretario Generale delle Nazioni Unite si troverà ad affrontare un contesto internazionale "particolarmente difficile".
Xi Jinping ha affermato che Cina e Brasile, in quanto membri importanti del Sud globale, dovrebbero "schierarsi fermamente dalla parte giusta della storia e del progresso della civiltà" per svolgere un ruolo più costruttivo "nella riforma e nel miglioramento del sistema di governance globale e nel sostegno alla giustizia e all'equità internazionali". Il presidente cinese ha auspicato che i due Paesi collaborino per lo sviluppo di una "cooperazione BRICS allargata" di alta qualità.
Lula ha dichiarato, secondo quanto riportato dalla Cina, che il Brasile è disposto a difendere con fermezza il multilateralismo, che si oppone alla "politica della forza" e insiste sulla risoluzione delle questioni delicate dell'agenda internazionale attraverso il dialogo e la consultazione. I due leader hanno ribadito il loro impegno a mantenere uno stretto coordinamento multilaterale in seno alle Nazioni Unite, ai BRICS e ad altri forum.
La telefonata di questa settimana è la prima tra i due leader da gennaio di quest'anno. In quella conversazione, Lula ha ribadito che Brasile e Cina sono "forze importanti nella difesa del multilateralismo e nell'adesione al libero scambio" e che il Paese è disposto a collaborare strettamente con la Cina "per salvaguardare l'autorità delle Nazioni Unite, rafforzare la cooperazione tra i Paesi BRICS e mantenere la pace e la stabilità regionali e globali", secondo una dichiarazione del governo cinese dell'epoca.
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