Ma vi sembra normale che Bruno Vespa, su una delle trasmissioni più seguite della RAI, interrompa il responsabile della Global Sumud Flotilla che stava spiegando il perché della loro missione apostrofandolo con un “a voi non ve ne fotte niente di dare aiuti alle persone!”?
Invece di abbandonarci a ovvie considerazioni sul livello raggiunto dal giornalismo di regime, forse è, forse, più produttivo porci una domanda: perché Bruno Vespa, invece del suo solito linguaggio mellifluo, è sbottato di fronte alla Global Sumud Flotilla?
Verosimilmente perché questa flottiglia ha assunto il ruolo di una icona capace di coagulare intorno ad essa la rabbia di milioni e milioni di persone che va ben oltre l’orrore per uno dei tanti eccidi che, solitamente, si consumano, nell’indifferenza generale (si vedano, ad esempio, i 500.000 siriani uccisi in dodici anni dalle sanzioni e da una guerra di aggressione condotta per procura dall’Occidente. Una icona capace di svelare a milioni di persone l’ipocrisia di un Occidente indifferente alla sorte di milioni di palestinesi e che, contemporaneamente, chiama alla guerra (e a inauditi sacrifici) le sue popolazioni per “soccorrere” l’Ucraina o “difendersi” dalla Russia.
Da questo punto di vista l’avventura, che in queste ore volge al termine, della Global Sumud Flotilla (pure infestata da soubrettes della politica alla ricerca di un palcoscenico e, forse, da oscuri sponsor) può far nascere, finalmente, un movimento contro la guerra degno di questo nome.
Francesco Santoianni
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