Cosa vuole fare Trump

di Michele Blanco

L'attacco fuorilegge alla sovranità del Venezuela da parte degli Stati Uniti è un atto di una gravità assoluta, oltre ad essere un fatto pericolosissimo, per moltissime ragioni.
Trump ha aggredito una nazione ricchissima di risorse, per motivi legati all'economia interna che rischia, per vari motivi una profonda crisi legate a una possibile nuova bolla finanziaria. Come già accaduto con la crisi dei subprime scoppiata alla fine del 2008 negli Stati Uniti che ha avuto gravi conseguenze sull'economia mondiale, in particolar modo nei paesi sviluppati del mondo occidentale, innescando la grande recessione (da molti considerata la peggior crisi economica dai tempi della grande depressione del 1929).
Questa volta è il debito federale statunitense che ammonta a 38.000 miliardi di dollari ( dati a fine 2025), a poter portare a una nuova crisi finanziaria. Del resto, tutta la strategia di Trump va nella direzione di acquisire risorse e moltiplicare gli affari Usa in America Latina con uno scopo ben preciso, contrastare la penetrazione cinese. Basta considerare la vicenda del canale di Panama, o all'hub cinese in Perù e alle pressioni americane in Colombia, in Uruguay e in Cile, per non parlare del salvataggio elettorale di Milei, promettendo miliardi di dollari, e delle continue aggressioni al presidente brasiliano Lula.
Gli Usa ormai in costante declino, stanno scegliendo la guerra come arma di risoluzione delle tensioni economiche interne, sostituendola o affiancandola all'imposizione unilaterale dei dazi, tutto per cercare di continuare ad imporre il dollaro come unica valuta internazionale e imporre al mondo acquisti di debito interno statunitense, coperti dallo sfruttamento delle risorse delle nazioni invase o asservite, come nel caso del Venezuela. Il saldo legame con Israele e le sue continue guerre è lo stesso strumento per esercitare il controllo su un'intera area, spaventando le ormai riottose petrolmonarchie del Golfo persico, restie a investire negli Usa, e minacciando una guerra in Iran, per cercare di acquisire il monopolio dell'energia; a questo Trump sta puntando come sembra ovvio.
La stessa guerra in Ucraina, coltivata da Biden, sarà, con la richiesta esplicita fatta agli europei di acquistare per forza armi costosissime prodotte negli USA, un altro modo per piegare le economie europee e per acquisire risorse senza grandi sforzi.
Sarebbe il compito di classi dirigenti sinceramente democratiche, capaci e avvedute contrastare questo miserevole piano neoimperialista del plurimiliardario Trump.

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