Lunga vita al FEMIVAD!!!!
Nasce oggi ad Abidjan in Costa d’Avorio il festival FEMIVAD (Festival della Migrazione e della Valorizzazione della Diversità). Un momento, non si tratta di un festival per spingere giovani ragazzini sprovveduti ad scappare di casa per consegnarsi alle reti della tratta di esseri umani.
Tutto il contrario.
L’ispiratore di questo appuntamento si chiama Hervé N’dri e dovrebbe essere un nome noto ai lettori del’AntiDiplomatico.
Lo avevamo intervistato nell’estate 2023: “Noi migranti di ritorno abbiamo il coraggio di dire quel che i migranti in Europa non dicono” (https://www.lantidiplomatico.
Nel frattempo ha scritto e pubblicato un libro con la casa editrice ivoriana BOMO da titolo "Migrant devenu esclave-Comment Drogba m'a sauvé” (Migrante divenuto schiavo - Come Drogba mi ha salvato) in cui racconta la sua storia di giovane e ingenuo africano che cade nella trappola della tratta di esseri umani, sognando un eldorado fatto di privazioni, violenza e soprattutto schiavitù.
Il libro, con nostra grande soddisfazione, sarà disponibile in Italiano il mese prossimo, gennaio 2024, pubblicato da LAD edizioni.
Ma torniamo al festival che oggi si terrà nella sua prima edizione presso l'Université Félix Houphouët Boigny, nel Dipartimento di Sociologia.
Saranno coinvolti in primis gli studenti, che parteciperanno a conferenze, pannelli, sfilate di moda tradizionale, spettacoli di teatro, di danza tradizionale e mostre d’arte.
Ci saranno anche proiezioni di film e documentari e tra questi sarà proiettato il film “L’Urlo”, censurato e snobbato in Europa, ma sempre presente nelle iniziative delle associazioni africane che si battono contro la tratta.
Organizzatrice dell’evento è ONG LEISAD (Lotta contro l’Emigrazione Irregoare, per il Soccorso, ‘Assistenza e lo Sviluppo), in collaborazione con diverse realtà tra cui ‘associazione italiana “Sandalia onlus”.
L’obiettivo del FEMIVAD è sensibilizzare il pubblico sui temi della migrazione e della diversità culturale, fornire una piattaforma ad artisti di diverse culture per condividere il loro patrimonio, rafforzare i legami, favorire gli scambi tra comunità diverse e incoraggiare il dialogo interculturale.
Scopo ultimo del suo fondatore Hervé N’dri è mettere in relazione le esperienze contro la tratta di esseri umani di vari paesi dell’Africa in modo da allestire una risposta dal basso ed internazionale al fenomeno. Quell’Africa che sta ridefinendo se stessa, non solo attraverso le esperienze di Niger, Mai e Burkina Faso, ma anche attraverso il Senegal (appena uscito da elezioni decisive che hanno sancito la vittoria del partito anti-coloniale Pastef) e la stessa Costa d’Avorio dove il movimento panafricanista è sempre più forte.
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