PAMPHLET GAZA: L’ASSE SOROS-TURCHIA-IRAN E LA GEOPOLITICA DELLE FLOTTIGLIE (di Michelangelo Severgnini)

26 Maggio 2026 15:00 Michelangelo Severgnini

di Michelangelo Severgnini

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Abstract

Il pamphlet di Michelangelo Severgnini affronta la complessa geopolitica attorno alla Striscia di Gaza, concentrandosi sull'alleanza informale tra figure di spicco e reti transnazionali riconducibili a George Soros, alla Turchia e all'Iran e le cosiddette “flottiglie” di aiuti umanitari e politici verso Gaza. Il testo smonta le narrazioni semplicistiche sulla solidarietà internazionale verso Gaza, analizzando dettagliatamente gli aspetti economici, politici e strategici che regolano l’invio degli aiuti, con un focus particolare sulle inefficienze e problematiche legate alla canalizzazione del sostegno umanitario. Si evidenzia il paradosso per cui è più efficiente trasferire liquidità digitale, non solo perché arriva direttamente alla popolazione, ma anche perché contribuisce a sostenere un’economia in grave crisi, distrutta da oltre due anni di guerra.

Il documento esamina il ruolo delle ONG beneficiarie di fondi sorosiani che supportano le flotte di solidarietà, ma mette anche in luce le contraddizioni di questa rete che oscilla tra aspirazioni idealistiche e scopi geopolitici più ampi, in cui si intrecciano interessi occidentali, iraniani e turchi. L’autore analizza la struttura finanziaria e politica delle “flottiglie”, evidenziando le accuse di infiltrazioni di fondi di organizzazioni considerate terroristiche da Israele e Stati Uniti, e l’uso della Turchia come hub logistico e politico.

La questione centrale ruota attorno all’effettivo beneficio delle “flottiglie” per i cittadini di Gaza, che vivono in condizioni di estrema emergenza: con circa 1 milione di persone esposte a gravi rischi di morte per carestia, freddo ed epidemie, il pamphlet sottolinea che le azioni politico-umanitarie di queste iniziative rischiano di essere inefficaci o addirittura dannose, e probabilmente perseguono fini politici più che umanitari. Viene proposto un invito a privilegiare metodi più concreti e diretti di sostegno.

Infine, si racconta l’esperienza della campagna “Apocalisse Gaza”, che ha inviato fondi direttamente ai civili nella Striscia attraverso canali digitali e un rapporto diretto con la popolazione, realizzando così un modello più trasparente ed efficiente di aiuto e comunicazione. L’autore conclude sottolineando la necessità di un approccio consapevole e critico, lasciando a ciascuno la valutazione morale e politica.

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