Gianpasquale Santomassimo - Nessun antisemitismo dilagante, solo contestazioni legittime


di Gianpasuale Santomassimo

Le comunità ebraiche, come tutte le altre comunità religiose, hanno il compito di curare i rapporti tra la loro confessione religiosa e lo Stato repubblicano.
Se si trasformano nella emanazione di uno stato straniero (e di uno stato colonialista e razzista, terrorista e ormai genocida) si meritano allora critiche ed eventualmente anche insulti in alcune manifestazioni (per quanto "sionista" non dovrebbe essere un insulto nel loro mondo).

Non c'è nessun antisemitismo dilagante, ma solo contestazioni legittime all'operato criminale del loro stato di riferimento. Le posizioni di effettivo antisemitismo sono del tutto minoritarie, in quantità davvero modica rispetto a ciò che ci si poteva attendere.

Nessuno andrà a "cercare gli ebrei casa per casa" come strepitano i caporioni di quella comunità e i telegiornali amici.

La signora Segre non verrà deportata di nuovo ad Auschwitz, come paventa in ogni intervista. Continuerà nel suo alto magistero morale e interrogando la sua profonda spiritualità magari un giorno potrà trovare parole di accorata pietà per le vittime dei suoi correligionari o addirittura qualche parola di blanda condanna dei massacri che essi compiono.

I ceffi che ormai sono al vertice delle principali comunità continueranno nel "chiagni e fotti", che è da sempre la loro specialità, con l'uso spegiudicato delle lontane tragedie per negare quelle attuali e per agitare il fantasma dell'antisemitismo. Troveranno sempre una corte di politici e di giornalisti pronti a rilanciare la loro propaganda, senza rendersi conto del disprezzo che ormai li circonda nella popolazione.

Abbiamo capito che il "mai più" tanto spesso ripetuto per decenni nelle commemorazioni aveva per noi un significato universale, ma per loro esclusivamente tribalistico.


*Post Facebook del 1 ottobre 2024

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