Gli USA preparano un'offensiva di terra contro l'Iran?

22 Luglio 2026 07:00 La Redazione de l'AntiDiplomatico

A quasi un mese dalla firma del memorandum tra Washington e Teheran che avrebbe dovuto porre fine al conflitto, la guerra è entrata in una nuova fase. Gli Stati Uniti hanno rafforzato la loro presenza in Asia occidentale con oltre 50.000 militari dispiegati, mentre la campagna militare contro l'Iran ha progressivamente ampliato i propri obiettivi. Se nelle prime settimane i raid erano concentrati su difese aeree, radar costieri e infrastrutture legate allo Stretto di Hormuz, oggi i bombardamenti colpiscono ponti, ferrovie, porti, aeroporti e divisioni corazzate nel sud del Paese.

Un cambiamento che, secondo numerosi analisti, potrebbe indicare la preparazione di un'operazione terrestre limitata piuttosto che una semplice campagna aerea e navale. Nel mirino si trovano le province strategiche di Khuzestan, Bushehr, Hormozgan e Sistan-Baluchistan, cuore energetico e logistico dell'Iran. L'obiettivo, sostengono alcuni osservatori, sarebbe quello di interrompere i collegamenti tra queste aree e il resto del Paese, indebolendo sia la capacità militare sia quella economica di Teheran. Altri esperti ritengono che un eventuale cessate il fuoco possa essere utilizzato dagli Stati Uniti come pausa operativa per preparare un'incursione terrestre, anche se una vera invasione appare improbabile con le forze attualmente dispiegate.

Le stime parlano infatti di centinaia di migliaia di soldati necessari anche solo per un'operazione limitata lungo la costa iraniana. Da parte sua, l'Iran afferma di considerare già concreto questo scenario. Le forze iraniane stanno intensificando gli attacchi contro basi, concentrazioni di truppe e linee logistiche statunitensi nella regione, dichiarandosi pronte ad affrontare un eventuale sbarco.

La conclusione condivisa da molti analisti è prudente: una vasta invasione dell'Iran resta poco probabile, ma i bersagli scelti negli ultimi giorni suggeriscono che Washington potrebbe preparare un'incursione terrestre circoscritta lungo la costa meridionale o sulle isole strategiche del Golfo Persico. Uno scenario che Teheran sembra ormai considerare una possibilità concreta.



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