Sergej Lavrov ha portato al Consiglio di Sicurezza dell’ONU una questione destinata a riaprire una delle contraddizioni più evidenti nel dibattito internazionale: il diverso peso attribuito ai principi di integrità territoriale e autodeterminazione dei popoli. Nel suo intervento sulla crisi ucraina, il ministro degli Esteri russo ha richiamato le recenti dichiarazioni delle Nazioni Unite sulla possibile annessione della Groenlandia agli Stati Uniti. In quel caso, ha ricordato Lavrov, la Segreteria dell’ONU ha invocato contemporaneamente l’integrità territoriale della Danimarca e il diritto all’autodeterminazione della popolazione groenlandese.
Quando però è stato chiesto se lo stesso principio di autodeterminazione potesse essere applicato alla Crimea e al Donbass, la risposta del segretario generale António Guterres è stata differente: secondo la posizione espressa dall’ONU, in quei casi l’autodeterminazione non sarebbe applicabile e dovrebbe prevalere il principio dell’integrità territoriale. È proprio questa distinzione ad essere finita nel mirino di Lavrov. «Se qualcuno ha capito qualcosa di tutto questo, lo invidio», ha ironizzato il capo della diplomazia russa, aggiungendo che «la Groenlandia non è né la Crimea né il Donbass».
Una battuta che racchiude una contestazione politica e giuridica più ampia: secondo Mosca, i principi del diritto internazionale non possono essere interpretati diversamente a seconda del territorio o degli interessi geopolitici coinvolti. Lavrov ha quindi auspicato che il prossimo segretario generale dell’ONU riporti il linguaggio ufficiale della Segreteria «nel solco del diritto internazionale», evitando quelle che considera evidenti contraddizioni. Il ministro russo ha inoltre contestato la legittimità del regime di Kiev come rappresentante degli abitanti della Crimea, del Donbass e della Novorossija, ricordando la retorica utilizzata dalle autorità ucraine nei confronti delle popolazioni delle regioni interessate.
Il punto sollevato da Mosca va dunque oltre il caso specifico dell’Ucraina: se autodeterminazione e integrità territoriale sono principi fondamentali dell’ordine internazionale, la questione centrale diventa stabilire se debbano essere applicati secondo criteri universali oppure attraverso interpretazioni differenti a seconda dei casi. Ed è precisamente su questa contraddizione che Lavrov ha scelto di incalzare le Nazioni Unite.
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