Il ministro degli Esteri iraniano ha chiesto la fine dell'indulgenza e della complicità di Germania ed Europa di fronte alle politiche di intimidazione degli Stati Uniti e ai crimini di Israele nella regione.
Abbas Araqchi ha incontrato il suo omologo tedesco a margine dell'81ª sessione dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite (UNGA) per discutere delle relazioni bilaterali e dei principali dossier regionali e internazionali. Nel ribadire la posizione della Repubblica Islamica, Araqchi ha affermato che, per ripristinare la fiducia nell'operato dell'ONU, è indispensabile che tutti i governi aderiscano ai principi della Carta e del diritto internazionale.
A questo proposito, il capo della diplomazia di Teheran ha criticato la Germania e gli altri Paesi europei per la loro tolleranza verso le violazioni internazionali e le pressioni statunitensi. Araqchi ha evidenziato come l'occupazione e le politiche bellicose del regime nella regione dell'Asia occidentale trovino alimento proprio nel sostegno politico e militare fornito da Berlino e dall'Europa, definendolo un fattore chiave nella prosecuzione dei crimini contro i popoli dell'area. Di qui l'appello a porre fine a ogni complicità e all'impunità, affinché il regime occupante sia chiamato a rispondere delle proprie azioni.
Araqchi ha poi rivendicato l'approccio responsabile di Teheran nella via diplomatica sul programma nucleare pacifico: nessuno, ha ricordato, può ignorare la buona fede mostrata dall'Iran nei negoziati, né l'aggressione militare subita da parte di Washington e del regime sionista proprio nel bel mezzo delle trattative — azioni usate poi per dipingere ingiustamente l'Iran come fonte di insicurezza nello Stretto di Hormuz.
La Repubblica Islamica, ha proseguito il ministro, ha già chiarito agli Stati Uniti le condizioni e i presupposti logici per un effettivo rilancio della diplomazia: la stabilità regionale richiede prima di tutto lo stop agli interventi e alle aggressioni americane.
In un post su X, Araqchi ha riferito dei colloqui avuti con diversi leader europei, tra cui l'Alto Rappresentante UE Kaja Kallas, confermando di averli messi in guardia sulle "gravi conseguenze a lungo termine derivanti dal sostenere o facilitare i crimini di guerra israeliani e statunitensi a Gaza e contro l'Iran".
Infine, Araqchi ha chiamato in causa il Segretario Generale della NATO, Mark Rutte, ricordando le sue stesse dichiarazioni secondo cui un'aggressione all'Iran non sarebbe possibile senza l'Europa come piattaforma logistica e militare per gli Stati Uniti (con oltre 5.000 voli decollati da basi europee a supporto delle operazioni israelo-americane). "Al di là di questa immensa follia, il Segretario Generale della NATO dovrebbe sapere che umiliarsi davanti a un prepotente non serve a placarlo", ha concluso il ministro iraniano.
«Queste dichiarazioni sono la prova diretta della politica statunitense di dispiegare armi nello spazio e di utilizzarle in operazioni di combattimento per assicurarne il dominio e la superiorità»....
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