Il 24 maggio 2026, alle 23:08, ora di Beijing, il razzo Lunga Marcia 2F Y23 ha illuminato il cielo del Gobi. A bordo della navicella Shenzhou-23, tre astronauti in viaggio verso la stazione spaziale cinese Tiangong. Dieci minuti dopo il decollo, la navicella era già in orbita. L’attracco autonomo è riuscito dopo circa tre ore e mezza. Alle 5:13 del 25 maggio, il portello si è aperto e l’equipaggio della Shenzhou-21 ha accolto i nuovi arrivati: l’ottavo “abbraccio nello spazio” della storia cinese.
Per la prima volta, tra i volti sorridenti della foto di famiglia c’è un’astronauta originaria di Hong Kong. Si chiama Li Jiaying, un’ex ufficiale di polizia diventata esploratrice del cosmo. Con lei ci sono Zhu Yangzhu, ingegnere di volo già veterano della Shenzhou-16, e Zhang Zhiyuan, pilota alla sua prima missione. Insieme rappresentano tutte e tre le categorie di astronauti cinesi.
A bordo dovranno affrontare esperimenti scientifici, attività extraveicolari e una sfida senza precedenti: uno di loro resterà in orbita per un anno intero, oltre ogni frontiera fisiologica conosciuta.
Il viaggio non è senza rischi. Un precedente impatto con detriti ha insegnato molto. Per questo la Shenzhou-23 ha finestrini con tripla protezione, e a terra un “gemello digitale” simula ogni possibile guasto. La Tianzhou-10 ha già portato viveri e attrezzature avanzate.
Finora 30 astronauti cinesi hanno volato nello spazio per un totale di 47 presenze in orbita. Ma la storia continua. Seguiremo le prossime attività sulla stazione spaziale cinese.
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