Nella notte, l'Iran ha lanciato una nuova offensiva militare, denominata "True Promise 4", contro installazioni statunitensi e israeliane in Medio Oriente. Secondo l'agenzia di stampa iraniana Mehr News, tra gli obiettivi colpiti figurano la portaerei USS Abraham Lincoln e diverse basi navali e aeree in Kuwait e Bahrein.
Secondo un comunicato del quartier generale centrale Jatam al Anbia, ripreso dalla stessa agenzia, la portaerei USS Abraham Lincoln sarebbe stata centrata da quattro missili da crociera. Il bilancio provvisorio parlerebbe di 560 militari statunitensi tra morti e feriti.
Particolarmente devastante sarebbe stato l'attacco in Kuwait: la base aerea Ali Al Salem sarebbe stata "completamente messa fuori uso", mentre tre infrastrutture navali nella zona di Mohammad Al-Ahmad sarebbero state rase al suolo.
In un video rilanciato oggi dal giornalista Usa Max Bluementhal si vede un jet Usa abbattersi nei pressi della base.
US jet reportedly crashed in Kuwait
— Max Blumenthal (@MaxBlumenthal) March 2, 2026
Shades of Yemen last year, when the US lost three F-18s in its failed war on Ansurallah pic.twitter.com/cULRUkvYYH
L'escalation
La risposta iraniana al criminale attacco condotto nelle prime ore di sabato da Israele con il supporto degli Stati Uniti. L'operazione, confermata dal presidente americano Donald Trump, mirava a "eliminare le minacce allo Stato di Israele" ed era stata giustificata dalle tensioni in corso sul programma nucleare di Teheran.
Nell'attacco congiunto è rimasto ucciso il leader supremo dell'Iran, l'ayatollah Alì Khamenei, insieme a quattro familiari e ad altri alti funzionari.
Teheran, che ha sempre difeso la natura pacifica del proprio programma nucleare, ha replicato con il lancio di diverse ondate di missili balistici contro obiettivi israeliani e basi statunitensi nella regione.
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