di Clara Statello per l'AntiDiplomatico
La leader politica ucraina e imprenditrice di successo Yulia Tymoshenko è accusata dagli organismi nazionali per l’anticorruzione di compravendita di voti in parlamento. L’indagine condotta da NABU e SAP porta alla luce lo schema di consenso che consente al presidente Volodymyr Zelensky di mantenere il controllo la Verkhovna Rada.
Yulia Tymoshenko era stata già arrestata nel 2001, con l’accusa di contrabbando di gas, e nel 2011 per abuso di potere, condannata a sette anni per aver firmato nel 2009 dei contratti con Gazprom. Nonostante ciò, durante l’Euromaidan i media parlarono di lei come di una prigioniera politica del “regime di Yanukovich”. Per il suo rilascio vennero organizzate campagne mediatiche e in Italia si mosse persino Laura Boldrini, al tempo presidente della Camera. L’immagine della Timoshenko appena rilasciata dal carcere, mentre si rivolgeva alle folle da una sedia a rotelle, divenne il simbolo della cosiddetta Rivoluzione della Dignità del popolo ucraino.
Adesso NABU pubblica le sue immagini accanto a mazzette di dollari e l’ accusa di aver offerto “vantaggi illeciti a una serie di deputati appartenenti a fazioni non guidate da questa persona, in cambio di voti "a favore" o "contro" specifici progetti di legge”, si legge in una nota ufficiale di NABU, in cui viene specificata la violazione della parte 4 dell'articolo 369 del Codice penale ucraino. Il reato prevede il carcere da quattro a otto anni, con o senza confisca dei beni.
In particolare Tymoshenko avrebbe offerto ai parlamentari contattati fino a 5000 dollari a voto, per due sessioni mensili. Secondo l’anticorruzione ucraina si tratta di un sistema consolidato per gestire le influenze in parlamento, non di una tantum.
Durante la notte gli agenti anticorruzione hanno passato a setaccio la sede del suo partito Batkivshchyna (Patria). Tymoshenko ha ricevuto una sospensione e le sono stati sequestrati cellulare e dispositivi elettronici.
Perquisita la sede del partito
A conclusione delle perquisizioni degli uffici del partito, è arrivata una dichiarazione dell’indagata, che ha “respinto categoricamente” le accuse. Ha definito le attività investigative “un’operazione di propaganda”, che non avrebbe “nulla a che vedere con il diritto né con la legge”.
Come nel 2011, l’ex premier ucraina ha giocato la carta della persecuzione politica. In base a quanto riferisce in un post di Facebook le perquisizioni sarebbero state condotte da “almeno trenta uomini armati sino ai denti” che avrebbero “sequestrato l’edificio” e “preso in ostaggio gli impiegati” senza “mostrare alcun documento”. Secondo lei, questa mossa indicherebbe che le elezioni presidenziali si stanno avvicinando.
“Respingo categoricamente tutte queste accuse assurde. A quanto pare le elezioni sono molto più vicine di quanto si pensasse. E qualcuno ha deciso di iniziare la “bonifica” dei concorrenti. Nessuno potrà spezzarmi né fermarmi. Anche questa volta dimostreremo la verità“.
I nastri Tymoshenko
I fatti riguardano dicembre 2025. Come emerge dalle registrazioni pubblicate dall’agenzia, Yulia Timoshenko ha avuto delle conversazioni con alcuni deputati riguardo “all'introduzione di un meccanismo sistematico per fornire vantaggi illeciti in cambio di un comportamento leale durante le votazioni”.
Secondo gli investigatori “non si trattava di accordi occasionali, ma di un meccanismo di collaborazione regolare, che prevedeva pagamenti anticipati e che era stato progettato per un lungo periodo”.
I deputati avrebbero dovuto ricevere istruzioni per il voto e, in alcuni casi, per astenersi o non partecipare al voto. In particolare, i messaggi riportati nei nastri riguardano tre parlamentari corrotti a cui Tymoshenko aveva promesso 10.000 dollari al mese per il voto in due sessioni parlamentari.
"Una volta al mese, è un processo permanente per ogni persona. Un mese è considerato due sessioni. Cioè, paghiamo un anticipo di 10 per due sessioni. Se siamo d'accordo con te oggi, registreremo chi è con te e te lo darò in contanti. E tu ti occuperai di loro. Non sono 20 o 30 persone, siete solo in tre qui – è un gruppo molto piccolo, per così dire. Ma devo dirti per cosa votare. Poi posso semplicemente inviartelo sul telefono tramite Signal?", si legge in uno dei suoi messaggi rivelati da NABU.
Uno dei casi riguarda il voto a favore delle dimissioni dell’ex capo dell’SBU Malyuk e altri, per influenzare la nuova compagine di governo e presidenziale dopo la rimozione dell’ex numero due di Zelensky, Andry Yermak.
"Domani si discute solo di personale. Licenziamenti: Malyuk, Shmygal, Fedorov. Votiamo 'a favore' del licenziamento di tutti. Nomine: Ministero della Difesa, Ministero dell'Economia, Ministero della Giustizia, Fondo del Demanio. Non voteremo per nessuna nomina", ha dichiarato Tymoshenko.
Inoltre le indicazioni di voto riguardavano progetti di legge inseriti o cancellati dall’ordine del giorno.
Tymoshenko ha dichiarato che il materiale pubblicato da NABU non ha nulla a che vedere con lei.
Le reazioni all’indagine
Se si guarda in prospettiva dello scontro di potere tra NABU e Bankova, l’arresto di Yulia Tymoshenko indebolisce il potere di controllo del parlamento da parte della presidenza. Le indagini sono direttamente collegato alla votazione di ieri per rimuovere Malyuk dalla carica di capo dell'SBU e per altre nomine ministeriali. Secondo la rivista ucraina indipendente Strana, Malyuk è stato costretto alle dimissioni dopo aver rifiutato a novembre di svolgere un’indagine sugli organismi anticorruzione e di arrestare Klimenko, come ordinato da Yermak dopo lo scandalo Mindich.
Il voto di Batkivshchyna alla Verkhovna Rada è stato determinante per la rimozione di Malyuk. Pertanto l’inchiesta contro Tymoshenko sarebbe una rivalsa del cosiddetto partito anti-Zelensky, legato ai circoli democratici statunitensi, in cui NABU e SAP svolgono un ruolo chiave.
Secondo il deputato Olexey Goncharenko, gli stessi parlamentari circuiti avrebbero registrato i tentativi di corruzione e consegnato il materiale al NABU.
Anche il blogger dissidente Anatoly Shari ritiene che si tratti di una mossa contro Bankova e conferma quanto affermato da Goncharenko: Il NABU per me è composto da veri eroi. In questo momento stanno indebolendo al massimo Zelensky ed Ermak, togliendo loro da sotto i piedi lo sgabello delle votazioni comprate alla Rada. Stanno riducendo l’influenza dell’Ufficio del Presidente sul Parlamento. Io so benissimo da chi andranno i prossimi: da quelli che salvano continuamente i “Servitori del Popolo”, votando a favore in cambio di soldi. Aspettate.
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