La Cina lancia un severo avvertimento al Giappone

14 Novembre 2025 18:08 La Redazione de l'AntiDiplomatico

La Cina ha lanciato un avvertimento senza precedenti al Giappone, definendo “estrema irresponsabilità” e “provocazioni pericolose” le dichiarazioni della prima ministra giapponese, Sanae Takaichi, sul possibile intervento militare nipponico in caso di azioni di Pechino a Taiwan. Durante una conferenza stampa, il portavoce del Ministero della Difesa cinese, Jiang Bin, ha ammonito che qualsiasi interferenza giapponese nella questione di Taiwan si tradurrebbe in una “sconfitta schiacciante” e in un “prezzo molto alto” per Tokyo, sottolineando la fermezza dell’Esercito Popolare di Liberazione cinese.

Le affermazioni di Takaichi, secondo Pechino, rappresentano una violazione dell’ordine internazionale post-bellico e inviano segnali fuorvianti alle forze indipendentiste taiwanesi. La premier giapponese aveva sostenuto la scorsa settimana che la presenza militare cinese sull’isola configurerebbe una “situazione che minaccia la sopravvivenza” del Giappone, aumentando le tensioni tra i due Paesi.

In risposta, il Ministero degli Esteri cinese ha convocato formalmente l’ambasciatore giapponese a Pechino e il vice ministro degli Esteri giapponese a Tokyo, definendo le dichiarazioni di Takaichi “erronee e provocatorie” e sottolineando la gravità della situazione. Esperti cinesi hanno osservato come il termine diplomatico “convocato su istruzione” impiegato nelle procedure ufficiali sia un segnale politico potente, volto a mostrare la serietà della protesta di Pechino e a chiedere con fermezza al Giappone di prendere le preoccupazioni cinesi con la massima attenzione.

Il portavoce Lin Jian ha aggiunto che le dichiarazioni giapponesi mettono in discussione i principi non nucleari di Tokyo e suggeriscono un possibile ripensamento delle politiche di difesa, provocando preoccupazioni a livello regionale e internazionale. La Cina ha anche evidenziato come la questione di Taiwan rappresenti il “nocciolo degli interessi fondamentali” del Paese e un pilastro delle relazioni sino-giapponesi, ribadendo che la regione non è mai stata uno Stato indipendente e non lo sarà mai.

Le reazioni interne al Giappone mostrano una certa opposizione alle affermazioni di Takaichi: il segretario capo del gabinetto, Minoru Kihara, ha sottolineato l’importanza della pace nello Stretto di Taiwan e ha ribadito il rispetto del comunicato congiunto del 1972, secondo cui Tokyo riconosce Taiwan come parte integrante della Cina. Alcuni ex ministri e studiosi hanno criticato l’atteggiamento della premier, sottolineando che i governi precedenti avevano sempre mantenuto una posizione ambigua sulla possibilità di esercitare il diritto di difesa collettiva.

Nonostante le pressioni diplomatiche, Takaichi ha confermato di non voler ritrattare le sue dichiarazioni, alimentando ulteriormente la rabbia di Pechino. In un contesto già segnato da tensioni e attacchi contro cittadini cinesi in Giappone, il Ministero degli Esteri cinese ha consigliato ai propri cittadini di evitare viaggi nel Paese nel breve periodo, sottolineando come le affermazioni giapponesi abbiano gravemente compromesso l’atmosfera per gli scambi bilaterali.

Secondo gli analisti, le azioni diplomatiche cinesi e la forte esposizione della loro posizione rappresentano una risposta globale ai continui errori giapponesi nelle questioni legate a Pechino. L’obiettivo ricercato da Pechino rimane quello di proteggere le relazioni sino-giapponesi e di difendere la giustizia internazionale.

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