Il nuovo presidente USA apre un nuovo capitolo di insulti ed estorsioni contro il regime saudita, chiedendo 500 miliardi di dollari. La reiterazione di Trump nel ricordare all’Arabia Saudita la sua “debolezza”, ha trovato il silenzio da Riyadh per i ripetuti insulti americani. L’ossessione di Mohammed bin Salman per il potere, ha reso Lui e il suo Regno, in modo ignominioso, sottomessi a Washington
Il nuovo presidente statunitense Donald Trump ha ancora una volta preso occasione per umiliare pubblicamente l’Arabia Saudita, iniziando il suo secondo mandato presidenziale con una nuova ondata di insulti. Trump ha rilasciato una dichiarazione brutale, chiedendo 500 miliardi di dollari dal Regno, come precondizione per renderlo la sua preferenziale destinazione internazionale per il suo mandato. Egli ha osservato che durante il suo primo mandato, il suo primo viaggio era stato in Arabia Saudita, pochi mesi dopo aver assunto l'incarico nel gennaio 2017.
Queste osservazioni pubbliche sono solo un ennesimo esempio della retorica coerente di Trump, in cui smentisce e ridicolizza il regime saudita, sottolineandone la sua dipendenza dagli Stati Uniti. Questo disonorevole modello di umiliazione pubblica è stato accolto con il silenzio di Riyadh, che si astiene dall'affrontare queste provocazioni.
Il presidente USA ha ripetutamente detto al re saudita: “Devi pagare perché, senza di noi, non dureresti due settimane al potere. Devi pagare per il nostro esercito”, come ha raccontato anche la Reuters. Dagli anni ’30, le relazioni USA-Arabia Saudita hanno ruotato attorno a uno scambio reciproco: il petrolio per la protezione. Nel corso del tempo, la natura di questa relazione si è spostata, ma nessuna amministrazione degli Stati Uniti è stata così apertamente umiliante nei confronti di Riyadh come quella di Trump.
Sotto Mohammed bin Salman, le relazioni USA-Arabia Saudita hanno raggiunto livelli di sottomissione senza precedenti, poiché la leadership del Regno sembra incapace, o non volente, a respingere il bullismo di Trump. Secondo Al-Jazeerah, gli analisti citano diversi motivi per questa dinamica:
In un articolo per “Middle East Eye”, la scrittrice saudita Madawi al-Rasheed ha posto una domanda critica: “Per quanto tempo il regime saudita rimarrà in silenzio di fronte all’umiliazione sistematica per mano di Donald Trump?”
Mentre Riyadh si vendica in modo aggressivo contro nazioni meno significative come Canada, Germania, Svezia, Norvegia e Spagna per aver criticato la sua situazione o le sue azioni in Yemen, adotta una posizione nettamente diversa nei confronti di Washington.
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