L'Iran cita Dostoevskij per attaccare la politica estera degli Stati Uniti

L'Iran ha invocato il romanziere russo Fëdor Dostoevskij per accusare Washington di basare la propria politica estera nei confronti di Teheran e del Medio Oriente in generale su «menzogne», mentre gli sforzi per porre fine al conflitto, che dura ormai da mesi, rimangono in una fase di stallo.

Sabato, in un post su X, il portavoce del Ministero degli Esteri Esmaeil Baghaei ha citato un brano tratto da «I fratelli Karamazov» di Dostoevskij, affermando che esso «descrive in modo appropriato» la situazione in cui si sono trovati il sistema di governo statunitense e la sua politica estera regionale.

«L'uomo che mente a se stesso e ascolta la propria menzogna giunge a un punto tale da non riuscire più a distinguere la verità dentro di sé o intorno a sé», ha affermato Baghaei, citando le parole dello scrittore russo.

Le dichiarazioni di Trump e la risposta iraniana

Le dichiarazioni sono giunte mentre Washington e Teheran continuavano a scambiarsi accuse sul conflitto e mostravano scarsi segnali di un ritorno ai negoziati diretti. Venerdì, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato che l'Iran stava subendo una «pesante sconfitta» e ha descritto la Repubblica Islamica come «un paese molto malvagio». Ha inoltre esortato gli americani ad accettare prezzi più alti della benzina fintanto che il conflitto continua, sostenendo che pagare «un pochino di più per la benzina» valesse la pena per impedire a Teheran di dotarsi di un'arma nucleare.

Gli aumenti dei prezzi sono avvenuti in un contesto di gravi interruzioni del traffico attraverso lo Stretto di Hormuz, dopo che l'Iran ha limitato l'accesso a questa via navigabile strategica in risposta agli attacchi statunitensi e israeliani di fine febbraio e Washington ha imposto un blocco navale sui porti iraniani. L'escalation ha inizialmente fatto impennare i prezzi globali del petrolio fino a 120 dollari al barile.

Trump ha indicato l'impedire all'Iran di acquisire armi nucleari come uno degli obiettivi chiave di Washington nel conflitto. Teheran, tuttavia, sostiene che il proprio programma nucleare sia a fini pacifici.

L'Iran afferma che non è stata presa alcuna decisione in merito alla ripresa dei colloqui e che le due parti stanno attualmente comunicando solo tramite intermediari. Trump, tuttavia, ha dichiarato che Washington sta «semi-negoziando» con Teheran pur continuando a esercitare pressioni militari ed economiche. La disputa sullo Stretto di Hormuz rimane uno dei principali ostacoli a una soluzione, con Teheran e Washington che avanzano rivendicazioni contrastanti sul controllo di questa via navigabile strategica.

Le più recenti da WORLD AFFAIRS

On Fire

E quindi che ci faceva il capo della CIA a Mosca?

  di Francesco Dall'Aglio   E quindi che ci faceva nientemeno che il capo della CIA, John Ratcliffe, su un C-17A Globemaster III partito dalla base di Andrews vicino a Washington e atterrato,...

Lavrov svela i retroscena delle visite del capo della CIA e dell'inviato del Vaticano a Mosca

  Un'insolita e intensa settimana di traffico diplomatico nella capitale russa. Da un lato, l'arcivescovo Paul Richard Gallagher, segretario del Vaticano per i rapporti con gli Stati e le organizzazioni...

“La situazione è gravissima”: Ucraina, Russia ed UE verso un punto di svolta || Fiammetta Cucurnia (VIDEO)

  «La situazione è estremamente grave». Con questo giudizio, Fiammetta Cucurnia - storica inviata di Repubblica a Mosca - commenta in "Storia in diretta" con Loretta Napoleoni...

La mappa di Eurostat che smonta tutte le storielle che vi raccontano sul turismo di massa

  di Antonio Di Siena   Da anni ci raccontano la storiella di come, in nazioni economicamente depresse, il turismo sia una ghiotta occasione di sviluppo nonché uno straordinario volano...

Copyright L'Antidiplomatico 2015 all rights reserved
L'AntiDiplomatico è una testata registrata in data 08/09/2015 presso il Tribunale civile di Roma al n° 162/2015 del registro di stampa