Mohammed Safa: l'ONU si prepara per il possibile uso di armi atomiche

31 Marzo 2026 20:00 Francesco Corrado

di Francesco Corrado
Un diplomatico collegato alle Nazioni Unite, Mohammad Safa, ha dato le dimissioni per poter parlare pubblicamente e per non essere in alcun modo coinvolto nelle vicende che, a suo dire, riguarderanno l'evoluzione della guerra che vede opposti l'Iran agli USA, ad Israele e agli altri staterelli del Golfo Persico. A suo dire si preparerebbe l'uso di armi atomiche.


Fino alle sue dimissioni, Mohammad Safa ha rivestito il ruolo di Rappresentante Permanente presso le Nazioni Unite in qualità di direttore esecutivo della PVA, Patriotic Vision Association, che agisce nell'ambito dell'ECOSOC cioè il Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite.
Ciò che lo ha spinto alle dimissioni è il timore che l'ONU potrebbe accettare che Israele o USA facciano uso dell'atomica nell'attuale conflitto con l'Iran. Gli analisti militari avvisano di questo rischio dato l'andamento del conflitto nel Golfo Persico che vede USA ed Israele in seria difficoltà. Le basi USA nella regione sono quasi completamente fuori uso, col personale militare evacuato, l'Iraq è sceso in guerra e delle basi USA sul suo territorio ne rimane solo una nella zona curda che potrebbe essere evacuata a breve. Inoltre Israele nonostante i continui bombardamenti nel Libano sta subendo un rovescio dietro l'altro con le truppe di Hezbollah che hanno addirittura sconfinato nel nord di Israele.
Che l'uso dell'atomica per piegare Teheran sia temuto da tutti coloro che, facendo un'onesta disamina di quanto accade sul terreno reale e non nelle fantasie della nostra stampa prezzolata, si rendono conto che l'alleanza Epstein stia perdendo la guerra.
Nel pubblicare le sue dimissioni Safa scrive: "Dopo molte riflessioni, dopo aver pazientato dal 2023 quando ho minacciato per la prima volta le dimissioni, dopo che mi è diventato chiaro che i più importanti rappresentanti delle Nazioni Unite stavano servendo una potentissima lobby e non l'ONU, ho deciso di sospendere i miei impegni come rappresentante della PVA alle Nazioni Unite a New York, Ginevra e Vienna e in tutte le commissioni di cui faccio parte.
Io non posso in buona coscienza essere parte o testimone di quanto accade in un momento in cui i più alti ufficiali dell'ONU rifiutano di descrivere ciò che accade a Gaza come genocidio, cosa accade in Libano come crimini di guerra e pulizia etnica, che la guerra contro l'Iran è illegale secondo il diritto internazionale, che l'Iran non pone alcun pericolo alla pace nel mondo, e che questi alti ufficiali non vogliono accusare Israele e Stati Uniti di violare le leggi internazionali e di comettere crimini di guerra, proteggendo così i loro politici, il tutto a causa di pressioni di potentissime lobby.
Fino all'ottobre 2023 sono stato un entusiasta sostenitore dell'ONU ma dopo quella data la lobby di cui parlo ha imposto un nuovo ordine mondiale e tutto è iniziato a Gaza, ed appena ho iniziato a criticare l'operato della Nazioni Unite ho dovuto fare fronte a pretestuose critiche ed accuse.
Io e la mia famiglia abbiamo ricevuto minacce di morte e l'ONU mi ha abbandonato. Mi sono stati bloccati i conti, alle Nazioni Unite vengo censurato, non dall'organizzazione in sé ma dai suoi più alti ufficiali.
Dall'inizio dell'anno i più alti ed influenti ufficiali, supportati dagli algoritmi dei social, hanno posto in essere una campagna di disinformazione prospettando una minaccia nucleare posta in essere dall'Iran e fomentando un sentimento a favore della guerra nell'intera regione per portare avanti la propria agenda. Questa lobby ha agito per ingannarvi facendovi credere che l'Iran sia una minaccia per la pace globale. Queste sono le solite menzogne e tattiche usate per commettere il genocidio a Gaza e la pulizia etnica nel Libano. L'ONU non può commettere lo stesso errore ancora una volta."
Le dimissioni di Safa sono state accompagnate dall'affermazione che in sede ONU ci si prepari al fatto che l'alleanza occidentale si appresti all'uso della bomba atomica.
Per quanto la mente umana si rifiuti di prendere anche solo in considerazione un'ipotesi del genere, bisogna sempre tener presente che Israele è oramai del tutto fuori controllo e che, da ente coloniale, è abitato da persone che possiedono più passaporti: una volta fallito il sogno coloniale potrebbero distruggere la regione per poi tornarsene tranquillamente a casa propria negli Stati Uniti o in altri paesi d'Europa dai quali sono partiti per andare a rubare la terra dei palestinesi e dei libanesi.

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