Non solo Fedorov. Il finale politico di Zelensky è già iniziato

16 Settembre 2026 07:00 La Redazione de l'AntiDiplomatico

In Ucraina la guerra non ha congelato la lotta politica. Al contrario, l’ha resa ancora più brutale. E mentre Volodymyr Zelensky continua a occupare la vetta del potere, attorno a lui cresce il numero di coloro che aspettano il momento per spodestarlo. Il mandato presidenziale di Zelensky è terminato nel 2024 e le elezioni restano sospese. Una situazione che consente all’attuale leadership di mantenere il controllo, ma che rende inevitabilmente sempre più esplosiva la competizione per il dopo. La guerra ha consumato parte del consenso di Zelensky.

Le promesse di pace che lo avevano portato alla presidenza sono rimaste lettera morta, mentre il conflitto ha lasciato territori perduti, un’economia devastata e una popolazione duramente provata. Nel frattempo, i potenziali successori iniziano a muoversi. Valerij Zaluzhny rimane una figura conosciuta, ma la vera sorpresa politica è stata l’ascesa di Mikhail Fedorov, giovane ex ministro della Trasformazione digitale e poi della Difesa. La sua rimozione dal governo, insieme a quella del comandante dell’esercito Aleksandr Syrsky, ha provocato proteste in diverse città ucraine.

Un episodio ribattezzato “Maidan di cartone” e considerato una delle crisi politiche più serie affrontate da Zelensky dalla sua elezione. A questo si aggiunge il nuovo attivismo diplomatico di Washington. Trump è tornato a spingere sulla questione ucraina e gli incontri tra emissari statunitensi, Mosca e Kiev hanno aperto la strada alla ripresa dei negoziati trilaterali. Ma dietro la diplomazia si intravede anche una questione molto più concreta: il campo di battaglia.

Se l’esercito russo dovesse conquistare ulteriori posizioni nel Donbass, la posizione politica di Zelensky potrebbe diventare ancora più difficile da difendere. A quel punto, la partita per la successione potrebbe accelerare. Il “re della montagna” sa di essere ancora in cima. Ma a Kiev sono già in molti a prepararsi per la sua caduta.


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