Il semestre d’oro di Netanyahu

di Michelangelo Severgnini

Cento euro di donazione sono arrivati proprio mentre questa puntata stava per essere caricata. Altrimenti sarebbero stati 366 euro nell’ultima settimana. Una delle cifre più basse mai toccate. Proprio mentre a Gaza, complice l’attenzione assorbita dalle elezioni israeliane, da una decina di giorni si è registrata una nuova impennata dei prezzi, colpendo le già quasi nulle possibilità economiche di quasi metà della popolazione della Striscia. In altre parole, significa niente da mangiare in questi giorni.

La distonia occidentale tocca i suoi culmini in questi stessi giorni. Ci sono elezioni da commentare, altre da preparare. Ci sono colloqui in corso, partiti che si spaccano, altri che si promettono, altri che si contano, tutti in nome di Gaza.

Di quale Gaza? Del totem costruito in questi anni di flottiglie? O della Gaza e della sua battaglia quotidiana per la sopravvivenza?

Gli esperti ci dicono che durante la fase di transizione in Israele, un esecutivo provvisorio non è soggetto allo scrutinio o ai tradizionali voti di sfiducia di una Knesset pienamente operativa. Di conseguenza, Netanyahu disporrà del controllo totale sulle decisioni strategiche e di sicurezza, un fattore cruciale data l'elevata instabilità regionale e il confronto con l’Iran alle porte.

Colpo gobbo a Gerusalemme Ovest. Quando non puoi stravincere, cerca almeno di vincere e chiudere la partita. I tempi per le consultazioni sfiorano i 3 mesi, altrettanti per convocare eventuali nuove elezioni. Si apre per l’esecutivo Netanyahu il semestre d’oro. Pieni poteri e un parlamento in fase di stallo alle sue spalle. E’ il momento di scrivere la storia, Bibi. O la va o la spacca questa volta. Il rombo degli F-22 e degli F-35 americani nelle basi israeliane sono la ninna nanna ideale per chi doveva essere travolto dalla morale borghese nei cinema e che ora si trova il primo, ma forse anche l’ultimo, punto decisivo a disposizione per chiudere la partita.

In mezzo a queste insostenibili premesse, la scuola “Al-Amal” si è trasferita, ha rimontato la struttura tenda e ha ricominciato le lezioni. Ma non andrà avanti ancora per molto, perché i finanziamenti stanno finendo. Servono 56 mila dollari per finanziare l’anno scolastico in corso. C’è qualcuno in ascolto là fuori?

Già. Gaza non è troppo lontana, Gaza è troppo vicina. Siamo noi troppo lontani.

Siamo alla sessantesima puntata. Lo ripetiamo: c’è qualcuno in ascolto là fuori?

Editoriale tratto da:

RADIO GAZA #60 – “Le elezioni israeliane confermano che la società israeliana è razzista e favorevole al genocidio”.

Guarda la puntata #60:

https://www.youtube.com/watch?v=AN0OPTkt2rg

(Radio Gaza, in inglese e arabo, può essere seguita attivando i sottotitoli automatici di YouTube)

Da giugno 2025.

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