La narrazione di una guerra imminente con la Russia continua a occupare il dibattito politico europeo, ma per Vladimir Putin si tratta di una vera e propria «schizofrenia politica». In un’intervista al giornalista Pavel Zarubin per il programma Vesti, il presidente russo ha respinto ancora una volta l’ipotesi che Mosca si stia preparando a un conflitto militare con l’Europa. Putin ha sottolineato che neppure i popoli europei desiderano una guerra contro la Russia. Una posizione che, secondo il leader del Cremlino, dovrebbe spingere i governi occidentali a interrogarsi sulla crescente distanza tra le aspirazioni dei cittadini e la linea adottata dalle rispettive classi dirigenti. Il presidente russo ha inoltre ribadito che l’obiettivo occidentale di infliggere una «sconfitta strategica» a Mosca si è dimostrato irrealizzabile. Da qui l’auspicio che quanti continuano a perseguire questa strategia prendano finalmente atto della realtà e comprendano la convenienza di ristabilire relazioni amichevoli con la Russia.
Non è la prima volta che Putin interviene per contestare la rappresentazione di Mosca come una minaccia militare destinata prima o poi a colpire il continente europeo. Durante il recente intervento al Club Valdai, aveva escluso l’intenzione di attaccare altri Paesi, citando esplicitamente gli anni 2029, 2030 e persino il 2050. Il Cremlino individua anche una possibile spiegazione politica dell’allarme alimentato in Europa: il deterioramento delle condizioni economiche e le difficoltà interne di numerosi Paesi occidentali. La rappresentazione di una Russia pronta a invadere l’Europa finisce così per offrire alle élite al governo uno strumento utile a giustificare il riarmo, l’aumento delle spese militari e una mobilitazione permanente dell’opinione pubblica.
Resta tuttavia una questione che non può essere ignorata. Mentre Putin nega che Mosca voglia una guerra con l’Europa, il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov sostiene che le dichiarazioni dei leader occidentali dimostrino una preparazione sempre più seria a un possibile conflitto con la Russia. È proprio questa spirale di sospetti, riarmo e dichiarazioni ostili da parte europea a rendere sempre più difficile qualsiasi prospettiva di distensione.
Ma se l’obiettivo dichiarato di una parte delle leadership europee rimane quello di sconfiggere strategicamente Mosca, la domanda è inevitabile: quanto a lungo il continente potrà permettersi di sacrificare sicurezza, risorse economiche e possibilità diplomatiche sull’altare di uno scontro che rischia di non avere vincitori?
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