Regno Unito, sanzioni e sorveglianza per chi manifesta per Gaza

22 Ottobre 2026 08:30 La Redazione de l'AntiDiplomatico

Un recente rapporto di Amnesty International ha messo in luce una linea di forte fermezza adottata dalle università del Regno Unito nei confronti di studenti e docenti che esprimono solidarietà alla causa palestinese e si oppongono all'azione militare israeliana a Gaza. L'analisi, che prende in esame decine di casi verificatisi tra la fine del 2023 e la seconda metà del 2025, evidenzia l'uso sistematico di misure punitive quali divieti di accesso ai campus, ingiunzioni legali, sorveglianza attiva e lunghi procedimenti disciplinari per arginare le manifestazioni pacifiche.

Gli accertamenti dell'organizzazione mostrano come i provvedimenti abbiano colpito anche condotte di per sé pacifiche, inclusa la semplice esposizione di simboli come la kefiah o la partecipazione a cori di protesta, interpretati dai vertici accademici come atti di disturbo pur in assenza di danni o minacce concrete. Le ripercussioni più gravi hanno interessato gli studenti e il personale di origine araba, musulmana o palestinese, sottoposti a controlli sproporzionati, nonché i cittadini internazionali in possesso di visto, la cui permanenza nel Paese è stata messa a rischio dalle procedure disciplinari. In diversi casi è emersa persino la creazione di dossier riservati sulle attività degli studenti, raccolti senza consenso e resi inaccessibili ai diretti interessati.

Tra gli atenei coinvolti figurano prestigiosi istituti come Oxford, Cambridge e la London School of Economics. In quest'ultima, comunicazioni interne avrebbero liquidate le mobilitazioni studentesche con toni svalutativi, equiparandole a proteste infantili. Secondo l'organizzazione per i diritti umani, la linea rigorosa risponde a un preciso orientamento di settore, alimentato da direttive governative, pressioni esterne e dall'applicazione delle normative antiterrorismo, di cui si chiede ora l'abolizione nell'ambito educativo.

Amnesty International sottolinea come molte delle restrizioni adottate violino gli obblighi vincolanti degli atenei in materia di diritti umani, avendo limitato in modo sproporzionato e discriminatorio la libertà di espressione e di manifestazione. Il clima di forte rigore ha finito per generare un marcato effetto deterrente all'interno del mondo accademico britannico, spingendo molti a rinunciare al dibattito pubblico per il timore di conseguenze sul piano disciplinare, professionale o d'immigrazione.

______________________________________________

LETTURA CONSIGLIATA:

LAD EDIZIONI E EDIZIONI Q PRESENTANO "GAZA NOI NON DIMENTCHIAMO"

VAI ALLA PROMO

Le più recenti da In primo piano

On Fire

Perché dovete vedere Palestine 36, e non applaudire NAZA

  di Tawfiq Al-Ghussein e Rania Hammad   Alla Mostra del Cinema di Venezia una sala si è alzata in piedi e ha applaudito per venticinque minuti. È l'ovazione più lunga...

Volo Flydubai, le leggi di Newton smentiscono la versione di Netanyahu

  di Ahmed Bashir Al-Aila* Quando è stato annunciato che il volo Flydubai FZ1073 aveva subito una brusca perdita di quota sopra i cieli di Tabuk, ho seguito la notizia da esperto di fisica,...

Tempesta perfetta: perché gli USA stanno per implodere

di Alessandro Bartoloni   Le sconfitte incombono su Washington. Alcuni avvertono e temono ciò che sta per arrivare, ma i media mainstream per lo più tacciono. Le prossime sconfitte...

Tre miliardi di visualizzazioni e zero portaerei: il capolavoro cinese che umilia Hollywood

  di Francesco Santoianni   Per decenni l'America ha venduto sé stessa con i cowboy, i marines e Top Gun. La Cina, nel 2026, ci prova con il video di una marcia in un’autentica...

Copyright L'Antidiplomatico 2015 all rights reserved
L'AntiDiplomatico è una testata registrata in data 08/09/2015 presso il Tribunale civile di Roma al n° 162/2015 del registro di stampa