Nel corso del tradizionale incontro con i direttori delle principali agenzie di stampa internazionali, tenutosi il 4 giugno nell’ambito del Forum Economico Internazionale di San Pietroburgo, il presidente russo Vladimir Putin ha delineato la visione strategica di Mosca sui principali dossier internazionali. Uno dei temi centrali è stato il rafforzamento delle relazioni con Cina, India e Kazakhstan. Putin ha definito Pechino un “alleato naturale”, sottolineando come la cooperazione russo-cinese non sia una conseguenza degli eventi recenti, ma il risultato di un percorso costruito in decenni di collaborazione.
Particolare attenzione è stata dedicata ai settori dell’intelligenza artificiale, delle nuove tecnologie e dell’innovazione scientifica. Sul fronte eurasiatico, il leader del Cremlino ha evidenziato la crescente integrazione economica nello spazio post-sovietico e l’importanza di progetti strategici come la costruzione della prima centrale nucleare in Kazakhstan, che secondo Mosca contribuirà alla nascita di un’intera filiera industriale e scientifica nel Paese. Riguardo al conflitto in Ucraina, Putin ha ribadito che la Russia sarebbe pronta a una soluzione negoziata sulla base delle proposte discusse durante i colloqui con l’amministrazione Trump ad Anchorage.
Secondo il presidente russo, Mosca avrebbe già accettato una serie di compromessi, ma la conclusione di un accordo dipenderebbe dalla disponibilità del regime di Kiev ad accettare condizioni analoghe. Putin ha inoltre sostenuto che l’Unione Europea potrebbe svolgere un ruolo costruttivo nel processo diplomatico solo se abbandonasse il sostegno militare all’Ucraina e si concentrasse sulla promozione del dialogo. Ha invece escluso che Bruxelles possa essere considerata un mediatore neutrale finché continuerà a fornire assistenza militare a Kiev. Ampio spazio è stato dedicato anche alla crisi mediorientale. Il presidente russo ha confermato la disponibilità di Mosca a contribuire a una soluzione sul dossier nucleare iraniano, richiamando il ruolo svolto dalla Russia nell’accordo del 2015 e proponendo nuovamente il trasferimento e la supervisione internazionale dell’uranio arricchito iraniano sotto l’egida dell’AIEA.
Infine, Putin ha riaffermato la volontà della Russia di sviluppare relazioni pragmatiche con tutti i partner interessati a una cooperazione paritaria, criticando quella che ha definito la persistenza di un approccio “coloniale” da parte di alcuni governi occidentali. Secondo il presidente russo, il mondo sta attraversando una fase di trasformazione che richiede nuovi equilibri internazionali fondati sul rispetto reciproco e sulla cooperazione tra poli di potere emergenti.
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