Russia e Cina condannano l'aggressione di Usa e Israele contro l'Iran

Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov e il suo omologo cinese Wang Yi hanno avuto domenica una conversazione telefonica in cui hanno affrontato il tema dell'aggressione militare di Israele e Stati Uniti contro l'Iran.

“Gli attacchi degli Stati Uniti e di Israele contro l'Iran nel bel mezzo del processo di negoziazioni tra Washington e Teheran sono inaccettabili. È inaccettabile assassinare apertamente il leader di uno Stato sovrano e incitare a un cambio di regime. Tutte queste azioni violano il diritto internazionale e le norme fondamentali che regolano le relazioni internazionali”, si legge in un comunicato del ministero degli Esteri cinese.

Sempre nella giornata di oggi il presidente russo Vladimir Putin ha espresso le sue condoglianze al suo omologo iraniano Masoud Pezeshkian per la morte del leader supremo dell'Iran, l'ayatollah Ali Khamenei. Nel suo messaggio, il leader del Cremlino ha definito l'accaduto una "cinica violazione di tutte le norme della morale umana e del diritto internazionale". Putin ha inoltre trasmesso parole di sincero cordoglio e sostegno alla famiglia dell'ayatollah, al governo e all'intero popolo iraniano.

Il presidente russo ha sottolineato che in Russia Khamenei sarà ricordato come "una figura politica di spicco che ha dato un enorme contributo allo sviluppo delle relazioni" tra Mosca e Teheran.

L'aggressione e il contesto

Sabato mattina, il ministero della Difesa israeliano ha annunciato il lancio di un attacco "preventivo" contro l'Iran, volto a "eliminare le minacce allo Stato di Israele". Successivamente, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha confermato il coinvolgimento delle forze statunitensi nell'operazione.

Proprio nel corso di questa aggressione congiunta ha perso la vita il leader supremo iraniano. In risposta all'attacco, l'Iran ha lanciato diverse ondate di missili balistici contro obiettivi in Israele e contro basi statunitensi situate in Medio Oriente.

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