Trump minaccia Teheran, Mosca risponde: “Così si gioca con il fuoco”

20 Febbraio 2026 07:00 La Redazione de l'AntiDiplomatico

Le tensioni tra Stati Uniti e Iran tornano a salire sul dossier nucleare, tra minacce politiche, posture militari e crescenti timori regionali. Il presidente Donald Trump ha ribadito che Washington e Teheran devono raggiungere un “accordo significativo” sul programma nucleare iraniano, avvertendo che in caso contrario “succederanno cose brutte”. Trump ha parlato di colloqui “positivi” condotti dall’inviato speciale Steve Witkoff e dal genero Jared Kushner, pur ammettendo che trattare con l’Iran resta estremamente complesso.

Dopo una fase di forte escalation a gennaio, le parti hanno avviato negoziati indiretti, prima a Mascate e poi a Ginevra. Teheran ha definito il clima “costruttivo” e ha confermato la volontà di proseguire il dialogo, pur respingendo come inaccettabile l’ipotesi di un azzeramento dell’arricchimento dell’uranio. Sul piano internazionale, il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov ha avvertito che nuovi attacchi contro l’Iran equivarrebbero a “giocare con il fuoco”, ricordando i rischi di incidenti nucleari legati a bombardamenti su siti monitorati dall’International Atomic Energy Agency (IAEA).

Secondo Mosca, una nuova escalation rischierebbe di cancellare i fragili progressi diplomatici e destabilizzare ulteriormente l’intera regione. A ciò si aggiunge l’allarme lanciato dall’Iran sul fronte ambientale: la crescente militarizzazione del Golfo Persico e del mare di Oman, secondo Teheran, minaccia ecosistemi già fragili e potrebbe provocare danni ambientali e sanitari irreversibili, soprattutto in caso di attacchi a infrastrutture nucleari. In questo contesto, mentre l’Iran rivendica il proprio diritto all’uso pacifico dell’energia nucleare nel quadro del Trattato di non proliferazione nucleare (NPT), emerge con forza la responsabilità di Washington.

La linea dura e le continue minacce militari dei falchi statunitensi non sembrano favorire la diplomazia, ma piuttosto alimentare una spirale di tensioni che rischia di trascinare l’intero Medio Oriente verso un nuovo conflitto, i cui costi politici, umani e ambientali sarebbero pagati da tutti, tranne dai guerrafondai che lo invocano da lontano.


LA NOTIZIA CHE HAI LETTO FA PARTE DE "Il MONDO IN 10 NOTIZIE" - LA NEWSLETTER CHE OGNI GIORNO ALLE 7.00 DEL MATTINO ARRIVA NELLE EMAIL DEI NOSTRI ABBONATI.

SCOPRI COME ABBONARTI A L'ANTIDIPLOMATICO E SOSTENERE LA NOSTRA LUNGA MARCIA

CLICCA QUI

Le più recenti da IN PRIMO PIANO

On Fire

Lavrov spiega perché gli USA attaccano l’Iran

La politica aggressiva degli Stati Uniti nei confronti dell’Iran non ha una sola spiegazione, ma nasce dall’intreccio di fattori geopolitici, strategici ed economici. Lo ha affermato il ministro...

L'economia Usa cola letteralmente a picco

  di Giuseppe Masala per l'AntiDiplomatico   Donald Trump pur non disvelando il problema e la sua entità non ha mai nascosto che l'elemento cruciale della propria azione politica è...

Frana di Niscemi: il prezzo della subalternità agli USA e del MUOS

di Clara Statello per l'AntiDiplomatico „Le antenne cadranno giù“. I NO MUOS cantavano questo slogan, negli anni delle lotte contro la militarizzazione dei territori, subendo feroci...

La "normalizzazione" di Epstein

di Sara Reginella  Dopo la normalizzazione della guerra e del genocidio, parte della stampa italiana è ora alle prese con la normalizzazione della pedofilia. E dunque, leggo che Jeffrey Epstein...

Copyright L'Antidiplomatico 2015 all rights reserved
L'AntiDiplomatico è una testata registrata in data 08/09/2015 presso il Tribunale civile di Roma al n° 162/2015 del registro di stampa