Una ricostruzione sui fatti di Torino


di Ciro Crescentini*

Sui fatti di Torino di cui tanto si parla, riporto una ricostruzione che compare sul profilo di Majid Valcarenghi

"Sono contento di non avere pubblicato questa riflessione ieri, perché sarebbe stata diversa. I fatti di Torino, un giorno dopo consentono di avere una informazione più ampia riguardo all'agente aggredito violentemente da cinque ragazzi vestiti di nero. Innanzitutto, lieto che lui sia stato dimesso e che non abbia fratture o ferite serie. Ieri l'unico documento circolante sul web era un video di 15 secondi dove si vedeva l'agente a terra, senza casco, preso a calci e a pugni e pure uno di questi aggressori che brandiva un piccolo martello con cui colpiva la gamba del celerino.

Oggi oltre a quel video ho letto una testimonianza diretta di una collaboratrice del Manifesto e di radio popolare, che ha assistito a tutta la scena. Prima e dopo. C è la sua narrazione completa sul web, si chiama Rita Rapisardi. Poi ci sono dei video di Fabio Alemagna e un video del fotografo Mattia Bidoli . Infine la Rapisardi cita anche un articolo di Davide Falcioni sul Manifesto.

Un altro contributo importante viene da una dichiarazione filmata di un ufficiale di polizia in pensione che in calce al suo intervento pone delle domande tecniche. A cui non si dà risposte, che invece si riscontrano nella testimonianza della Rapisardi.

Partiamo da qui. L 'ufficiale di polizia chiede: come mai l'agente si trovava isolato dal suo reparto. Come mai è stato soccorso dai suoi colleghi solo a pestaggio concluso. Perché fosse a casco slacciato in fase operativa. Come è possibile tutto ciò quando le regole d'ingaggio della celere escludono queste possibilità.
La giornalista nella sua testimonianza, dice: quasi al termine della manifestazione, un gruppo di manifestanti viene fatto segno di lancio di lacrimogeni sparati ad altezza uomo, al che lei cerca riparo dietro delle auto in sosta e da lì vede partire una carica di un reparto di una ventina di agenti contro un gruppo di una quindicina, che si era isolato dal grosso dei manifestanti. Il reparto della celere manganella e disperde il gruppo. A quel punto il reparto ferma la carica, salvo uno che insegue un paio di ragazzi rimasti indietro e li manganella con violenza, anche quando cadono a terra. A questo punto cinque o sei dei manifestanti corre in soccorso dei compagni e circonda l'agente aggredendolo come documentato dal video. Quindici secondi di estrema violenza, poi scappano e subito dopo si vede un altro agente che presta aiuto al collega.

Nei video sopracitati si vede un fotografo che viene circondato da una decina di agenti e manganellato, preso a calci , in un altro si deve un anziano manifestante con il viso letteralmente coperto di sangue, che cerca di salvare i suoi occhiali, con diversi agenti intorno che lo tengono fermo, fino a quando arriva un collega concitato che si toglie il casco dicendo qualcosa e a quel punto uno grida chiamare un ambulanza.

In serata, viene arrestato un ragazzo di Grosseto di 22 anni, identificato per qualcosa di rosso che lo distingueva. Non ha partecipato alla aggressione dell 'agente, ma era nel gruppo. Risulta essere un anarchico, incensurato e senza precedenti. Questi i fatti".


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