Il Mali ha introdotto requisiti di visto per i cittadini statunitensi identici a quelli che gli USA applicano ai viaggiatori maliani, definendolo un atto di reciprocità. La misura è una risposta al nuovo programma USA che, dal 23 ottobre, richiede ai cittadini maliani che richiedono visti per turismo o affari di depositare una cauzione tra i 5.000 e i 10.000 dollari.
Il governo del Mali condanna questa misura, affermando che viola un accordo bilaterale del 2005. La disputa riflette le tensioni crescenti, poiché l'amministrazione Trump utilizza le restrizioni sui visti come leva diplomatica per fare pressione sui governi africani riguardo la cooperazione in materia di immigrazione e deportazione.
???? Breaking News ????????- The United States of America ???????? informed Mali that, starting October 23rd, 2025, that they’ve established a visa bond pilot program for Malian nationals eligible for a B-1/B-2 business or tourist visa, and the payment of a bond of five thousand (5,000) or ten… pic.twitter.com/42r2KZtirp
— Sy Marcus Herve Traore (@marcus_herve) October 12, 2025
Il Mali è uno dei sette paesi africani soggetti a questo programma pilota annuale, giustificato dagli USA con preoccupazioni di sicurezza nazionale e dall'elevato numero di viaggiatori che rimangono nel paese dopo la scadenza del visto. I critici avvertono che queste tasse potrebbero dissuadere i viaggi legittimi e danneggiare il turismo in vista dei mondiali di calcio.
Questa è l'ultima di una serie di misure sull'immigrazione dell'amministrazione Trump, che include anche il divieto di ingresso per i cittadini di diversi paesi africani. Le relazioni USA-Mali si sono deteriorate dopo il colpo di stato del 2021 che ha portato al potere il generale Goïta, il quale ha avvicinato il paese alla Russia.
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