di Marco Travaglio - Fatto Quotidiano 6 settembre 2026
“Ormai sono vecchio, ma combatterò fino all’ultima mia energia il suo tentativo di ricostruire la retorica del fascismo”. L’ha detto ieri Mario Monti a Roberto Vannacci, che sedeva accanto a lui nel sinedrio delle élite a Cernobbio. Le élite fiutano l’aria che tira e si coccolano l’ennesimo astro nascente della politica. Poi, se cadrà, lo scaricheranno; se avrà successo, gli presenteranno il conto. E lui, da quel furbacchione che è, si metterà a vento: come B., Renzi, Di Maio, Salvini e Meloni, che dovevano ribaltare tutto e hanno ribaltato solo se stessi. Alle élite italiote, ignoranti come capre e dedite solo al particulare, non è mai fregato niente della democrazia: sotto il fascismo e dopo hanno sempre appoggiato i peggiori antidemocratici e golpisti pur di fare soldi. Monti invece ha le sue idee, che non sono le nostre, ma è un galantuomo. Però la sua ricetta per svuotare Vannacci rischia di gonfiarlo vieppiù, perché si basa su un’altra retorica, anch’essa autoritaria: l’europeismo acritico di chi guarda ai popoli come mandrie da portare al pascolo e da mungere e scomunica con parole vuote chiunque non sposi i dogmi Ue: “populista”, “sovranista”, “fascista”. Vannacci e la sua fureria sono certamente fascisti, o fanno di tutto per sembrarlo. Ma i loro elettori, per ora solo virtuali (esistono nei sondaggi, in attesa delle urne), non lo sono. Non tutti, almeno. Ieri votavano B. e i suoi derivati, o centrosinistra, o M5S. Persone normali, sempre a caccia dell’ultima novità e sempre più delusi da troppe promesse tradite. Chi pensa di riconquistarle insultandole o di ingolosirle con vecchie sbobbe tipo l’Ue tutta finanza, riarmo e Ucraina non solo s’illude. Ma regala nuovi consensi a Vannacci. Così come chi tempesta di denunce le Procure per far mettere fuorilegge Futuro Nazionale per ricostituzione del Partito Fascista, cioè per le sue idee. Che sono aberranti e pericolose, ma pur sempre idee da affidare alla politica: non tangenti o mafioserie da affidare ai magistrati.
A Cernobbio c’era anche Bill de Blasio, ex sindaco dem di New York per 8 anni. Che, senza conoscere Vannacci, ha capito benissimo come lo si combatte: “I liberali in Canada, i laburisti in Gran Bretagna, i socialisti in Francia, i socialdemocratici in Germania negli ultimi 30 anni sono apparsi più vicini alle élite urbane che ai lavoratori. Questo distacco ha lasciato uno spazio enorme che la destra radicale ha saputo occupare… Dobbiamo diventare noi i nuovi populisti. Non in senso divisivo, razzista o riduttivo, ma con un’agenda economica radicale e coraggiosa, capace di entrare nella quotidianità delle famiglie”. Quando il nostro centrosinistra capirà che esistono anche un populismo buono e un sovranismo sano, sarà sempre troppo tardi.
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