"In Polonia tremila soldati da undici Paesi. Così i Volenterosi testano l'esercito europeo". Lo scrive oggi su La Stampa l'inviato a Bruxelles Marco Bresolini con un articolo intitolato "Mar Nero, prove di esercito europeo. E Putin fa strage" e la notizia non ha l'eco che merita nel nostro paese. Un tenente generale britannico, con mezzi aerei e terrestri, guiderà l'esercitazione «Koalicja» che inizierà il prossimo 9 novemebre in Polonia, nel Mar Nero e nello spazio aereo romeno. Si tratta del primo test operativo per la «Multinational Force Ukraine» (Mnf-U).
"Mentre la diplomazia si prepara a un nuovo round negoziale con i colloqui in programma ad Abu Dhabi, la coalizione dei Volenterosi schiera per la prima volta il suo braccio militare", sottolinea Bresoloni. Questo esercito multinazionale, prosegue l'inviato del quotidiano di Torino, rappresenta "una rete di salvataggio che viene offerta a Kiev come alternativa all'articolo 5 della Nato, visto che l'Ucraina non potrà entrare a far parte dell'Alleanza atlantica. Non solo: il contingente avrà anche il compito di assistere l'esercito ucraino".
Si tratta - prosegue Bresolini - di un progetto politico-militare tutto europeo che, per funzionare, dovrà avere la garanzia di una «copertura» americana, seppur nelle retrovie. "Non è ancora noto quanti uomini verranno schierati, ma di certo saranno molti più dei 2.800 coinvolti nel test in Polonia. Probabilmente dieci volte tanto". Parteciperanno con l'invio di uomini Francia, Regno Unito, Belgio, Estonia, Germania, la Lituania, i Paesi Bassi, la Polonia, la Spagna, la Svezia e la Turchia.
Per ricapitolare quindi ed unire tutti i puntini. L'Europa non partecipa ad i negoziati di pace perchè i famigerati "volenterosi" (UE più Regno Unito essenzialmente) lavorano solo allo scenario bellico. Mentre ad Abu Dhabi si cerca una soluzione negoziata verso la pace, i famigerati "volenterosi" lavorano per sabotare il tutto con una esercitazione ai confini russi che nell'ottica degli organizzatori, come ben illustrato dall'inviato de la Stampa, segna il primo passo per la creazione di un esercito europeo di sostegno diretto all'Ucraina. Non lavorando alla pace, costruendo un esercito che deve "supportare" il regime di Kiev con militari da inviare nel territorio ucraino, ultimo tassello da unire, arriviamo praticamente allo scontro diretto contro una potenza nucleare. Per fortuna, almeno su questo, il governo Meloni ha avuto il buon senso di non inviare truppe italiane e non seguire questa follia dei Dottor Stranamore dei nostri tempi.
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