Antisionismo e antisemitismo: non sono la stessa cosa (VIDEO)

"Antisionismo e antisemitismo vengono spesso usati insieme, per equipararli, come se fossero la stessa cosa. In realtà non hanno nulla a che fare l’uno con l’altro".

A dirlo è Vera Pegna: affermata interprete, scrittrice e attivista italiana, da decenni una delle voci più lucide e documentate sulla questione palestinese. Nel video che trovate di seguito, Pegna parte da un fatto concreto: persino presidenti della Repubblica italiana hanno dichiarato che l’antisionismo è una forma di antisemitismo.

Un’equivalenza che, spiega, è "infamante", perché accusa chi si oppone al sionismo di essere simile a chi ha perseguitato e sterminato gli ebrei.

Pegna ricorda che all’inizio del Novecento il progetto sionista di uno Stato ebraico in Palestina fu una risposta ai secolari massacri degli ebrei europei. Ma non fu accolto con entusiasmo da tutte le comunità ebraiche. Anzi.

"Molti ebrei si opposero con indignazione alla commistione tra religione e politica. Dicevano: l’ebraismo è una religione, non una nazionalità".

In Italia, ricorda Pegna, esisteva un movimento di rabbini antisionisti che dichiaravano: "Siamo cittadini italiani di religione ebraica. Non vogliamo una doppia nazionalità".

Erano antisionisti. Non certo antisemiti. Eppure, osserva Pegna, "di questi oppositori e delle loro ragioni non si parla mai. Sono stati esclusi dalla storia dell’ebraismo".

Oggi, spiega Pegna, l’accusa di antisemitismo viene puntualmente usata contro chi denuncia i crimini israeliani verso il popolo palestinese: contro la campagna BDS (boicottaggio, disinvestimento, sanzioni), contro chi parla di apartheid, inclusa Amnesty International, definita antisemita dal governo israeliano.

"L’antisemitismo è un fenomeno unicamente europeo", sottolinea Pegna, "alimentato per secoli dalla Chiesa cattolica e poi dalle ideologie fasciste e naziste". Un’infamia reale, storica, gravissima.

"Infame - conclude - è l’uso che ne viene fatto oggi per delegittimare ogni critica ai crimini dello Stato di Israele".

Per Vera Pegna, opporsi al progetto sionista non è solo un diritto. È un dovere morale, oltre che politico. Perché i primi antisionisti, anche se non usavano questa parola, sono i palestinesi: vittime di un colonialismo di insediamento che ha usurpato l’intera Palestina, oggi governata da un unico regime che impone a tutto il popolo palestinese un sistema crudele di apartheid.

"L’antisionismo - conclude - non ha nulla a che vedere con l’antisemitismo. Anzi, opporsi al progetto di uno Stato ebraico in Palestina è stato ed è un obbligo morale".

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