Banderismo a Genova. Raid contro i libri russi in una libreria del centro

08 Agosto 2024 13:00 Leonardo Sinigaglia


di Leonardo Sinigaglia

Agli inizi di giugno il presidente Putin aveva espresso la considerazione che l’Italia, nonostante l’appoggio del governo alla guerra della NATO in Ucraina, non aveva visto la diffusione di quella “russofobia da cavernicoli” di cui sono preda, tra gli altri, paesi come la Germania e le repubbliche baltiche. A compensare questo intollerabile defict della popolazione italiana accorrono gli ucraini simpatizzanti del regime di Kiev che, evidentemente poco propensi a immolarsi al fronte per i “valori europei”, scelgono il nostro paese come teatro delle loro violenze.

Nella notte tra il 4 e il 5 agosto un noto negozio di libri usati del centro storico di Genova è stato preso d’assalto. La saracinesca è stata divelta, ma non è stato rubato nulla. L’obiettivo dei delinquenti non erano i soldi, ma i libri in lingua russa, da sempre esposti anche nelle vetrine del negozio. La sezione a loro dedicata è stata devastata, e diversi libri, edizioni anche datate di classici della letteratura russa, sono stati distrutti. Difficile non vedere in tutto ciò la matrice russofoba. Pur non potendo portare definitive prove in tal senso, la proprietaria del negozio, ex-avvocato del capoluogo ligure, ha ricordato alla stampa locale e agli inquirenti come alcune settimane prima una persona sospetta, col viso parzialmente coperto e con indosso una felpa di un club motociclistico di Odessa, avesse tentato di accedere al negozio facendo domande insistenti sui libri in lingua russa.

Episodi come questo mostrano come gli estremisti banderisti, abituati al sostegno statale in patria, si sentano tutelati da una totale impunità persino nei paesi europei, dei quali la popolazione dovrebbe semplicemente piegarsi ai loro desideri, conformando le proprie azioni a quanto dettato dalle malsane idee scioviniste e russofobe dei sostenitori del regime nato dal golpe di Euromaidan. Questa arroganza non è un fenomeno diffuso unicamente tra la “base” dell’ultranazionalismo ucraino, ma è attivamente promossa dai media di Stato di Kiev.

Come denunciato da Donbass Italia, a seguito della comparsa in diverse città italiane di manifesti a favore del dialogo tra Italia e Russia, il telegiornale del “Canale 24”, uno dei più seguiti del paese, ha bollato gli organizzatori delle affissioni come “agenti russi”, invitando tutti gli ucraini residenti in Italia a distruggere i cartelloni e a organizzare raid vandalici[1], cosa che è prontamente avvenuta. A fare eco alla lotta contro la “propaganda russa” sono arrivati gli arci-traditori del Partito Radicale, che, da bravi servi degli interessi atlantici in Italia, hanno prontamente avviato una raccolta firme per impedire la diffusione in Italia dei contenuti mediatici russi e un “vademecum” su film e documentari “di propaganda” la cui proiezione sarebbe da ostacolare in ogni modo.

Nonostante la crescente ostilità degli italiani alla guerra per procura contro la Russia, possiamo vedere come proceda l’ucrainizzazione dell’Italia: mentre parliamo di “difesa dei valori”, di “democrazia” e “libertà”, le nostre città diventano zone franche per l’azione di estremisti privi di scrupoli, che da più di un decennio dimostrano di essere disposti a ricorrere finanche all’omicidio e alle stragi per portare avanti la propria agenda malata, coperti dall’azione politica di veri e propri agenti stranieri che vedono nella russofobia militante uno degli strumenti per portare avanti i bellicosi interessi della NATO e di Washington..

[1] https://t.me/donbassitalia/23601

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