In una fase di drammatico stallo intellettuale del dibattito, l'articolo che segue di Michelangelo Severgnini e' un urlo volto a squarciare veli che si sono imposti (e a volte autoimposti). Come redazione de l'AntiDiplomatico non condividiamo tutto quanto espresso in calce, anzi il nostro giudizio su Agora' Italia e' molto diverso, ma gli spunti di Severgnini sono importanti (soprattutto sui limiti attuali della cosiddetta "controinformazione") e speriamo possano produrre il dibattito invocato.
------
di Michelangelo Severgnini
Sono dentro un matrix, non ci posso credere.
Ma veramente?
Avevo immaginato l’ascesa di “Agorà per l’Italia” oltre due anni or sono in un articolo pubblicato sull’AntiDiplomatico.
Più che immaginato, mi era apparso in sogno come un incubo.
Eppure in due anni, sull’onda delle piazze flottigliane comparse nel frattempo, l’incubo si è materializzato.
L’articolo, pubblicato il 4 maggio 2024, si intitola “Il Pal-washing vive e regna in mezzo a noi” (https://www.lantidiplomatico.
Erano semi già piantati in gran segreto, alcuni fotografati all’interno dell’articolo proprio nel momento di essere collocasti nel terreno.
Ora, a due anni dalla semina, è già tempo di mietitura.
Propongo qui alcuni passi di quell’articolo per concludere la riflessione più avanti.
<<Dacché Israele ha deciso di rispondere militarmente e causare 30mila morti, pure la sinistra conformista e imperialista (quella che in Italia va dai centri sociali a Santoro passando per le Ong) è tornata a sfidare l’Impero, anche se è lo stesso impero che ha sostenuto le rivoluzioni contro i dittatori, i Curdi contro il cattivo Assad e il cattivo Erdogan e imposto il piano pandemico, in senso meritorio ovviamente. Cioè, pur non avendone sbagliata una dal 2011 a oggi (secondo la loro analisi), questa sinistra ammette che su Gaza il nostro magnifico Impero questa volta abbia esagerato e adesso vada dunque fermato. Con la Palestina non si scherza, tutto ritorna in stile vintage: l’Impero da una parte e la sinistra dall’altra.
(…)
Questo è il gioco di prestigio.
Eppure, non è altro che un’illusione ottica. O, se preferite, è pal-washing: ripulirsi la coscienza sostenendo la causa palestinese.
(…)
Non c’è nessuna condanna internazionale che possa fermare Israele. Soltanto una ridefinizione dei rapporti di forza a sfavore dell’Occidente può cambiare i comportamenti.
In altre parole, non saranno i soldi di George Soros a liberare Gaza e la Palestina, nemmeno se smuovessero le proteste in tutto l’Occidente. Quello è solo pal-washing.
Quello è il solito vizio occidentale di giocare a salvare gli oppressi con i soldi degli oppressori.
Infatti, un obiettivo l’hanno già ottenuto: usurpare la casella alla voce “dissenso”. Far diventare il mondo più buono. Occupare i posti di chi non ha torto, insomma, per usare altre parole>>.
Penso che questi passi siano già esaurienti. Al netto di abiure postume e poco credibili.
Tuttavia aggiungo una considerazione amara in conclusione.
Il miraggio di quel 50% di italiani non votanti è diventato il sogno bagnato di troppi.
Non è possibile fare informazione indipendente con canali e autori il cui unico scopo è quello di fabbricare consenso intorno a sé per poi spingersi sugli scranni del Parlamento.
Che quello sia l’unico modo per finanziare la propria azione politica e la “contro-informazione” stessa è una bieca scusa.
Questo piuttosto è il vulnus. Dalla disgraziata epoca grillina in poi in Italia non si è usciti mai da questa trappola.
Qui non ci sono stipendi da suddividere. Qui c’è un Paese da ricostruire.
La sete di consenso in mancanza di fondi porta poi alla più letale delle conseguenze: il trionfo del copia-incolla.
Copia-incolla da qualsiasi fonte presente sulla rete, quando va bene da canali “alternativi”, che sono però necessariamente bombe di propaganda, non oro colato.
La quasi totalità (salvo rarissime eccezioni) dell’informazione auto-definitasi indipendente in Italia oggi si basa su questa tecnica, facile e gratuita nell’era di internet: copiare le notizie dalle agenzie e incollarle.
Come per i barzellettieri, l’unico talento che serve è il tempismo.
E dopo che hanno ripetuto l’operazione in modo compulsivo sovraccaricando l’attenzione di chiunque, l’overdose di informazioni non sempre verificate e quasi mai comprese, li rende esperti tout-court.
Da esperti dell’ultima battuta in voga, vengono poi intervistati gratuitamente dai canali in cambio di un po’ di visibilità e nutrimento per il proprio personaggio.
Con quelle poche o tante visualizzazioni, il canale prova a sopravvivere e soprattutto a selezionare i propri invitati sulla base di quanto siano funzionali al proprio progetto egemonico.
Questo fa sì che trova spazio chi ripete meglio cose già risapute, non chi raccoglie, con tutti i rischi del caso, notizie dirette ma diverse.
Non c’è alcuna convenienza nel fare giornalismo puro nell’informazione indipendente oggi in Italia. Nessuno ti difende, anzi magari si sorprendono pure che le notizie poi siano diverse dal trito e ritrito.
Si instaurano pertanto delle gerarchie militari al fine di consolidare certezze spesso oscurantiste, allergiche al vaglio dello spirito critico, soggiogate alla fedeltà verso il capo cordata e non al desiderio di verità.
Non è un caso che, nonostante miei numerosi appelli, non si usi organizzare confronti tra persone con idee diverse. Non è contemplato. Se hai un’idea diversa sei già eliminato sul tronco.
L’egemonia generata dai canali è tuttavia virtuale e incapace di produrre cambiamento. E si torna al punto di partenza.
Questo circolo vizioso alimenta una bolla chiusa, dove spadroneggiano personaggi che hanno ottenuto notorietà dal citarsi l’un l’altro all’infinito, non per altro.
Se c’è amarezza in queste parole, non c’è stupore.
Mi è chiaro che un’informazione veramente indipendente basata sulla ricerca coraggiosa di fonti dirette non sia ciò che interessa ad alcuna bolla, quella di oggi come a tutte le altre bolle rimbalzate nei decenni passati.
Non mi è chiaro da adesso, infatti. Né dal 4 maggio 2024.
Mi è chiaro dal dicembre 1998, la prima volta che ho inviato una corrispondenza dal fronte come giovane reporter indipendente.
In fondo, i tempi non sono cambiati. Sono cambiate le facce e gli strumenti.
Non la mediocrità che li anima.
“Agorà per l’Italia”, non si offenda nessuno, è dunque il prodotto di un movimento contaminato e compromesso.
Una bolla che rimbalza nel proprio compiacimento.
Il disinteresse, a questo punto, è quindi reciproco.
di Giuseppe Masala per l'AntiDiplomatico Ieri ha avuto inizio il Forum Economico di San Pietroburgo, il più importante simposio economico del paese, nato con l'ambizione di ridare...
Il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov ha scritto un articolo intitolato "Ucraina, Europa e sicurezza globale". All'ultimo momento la redazione europea di Politico ha deciso di censurarlo...
di @Lauraruhk Israele ha effettuato un raid aereo su Teheran dopo che l'Iran ha lanciato una salva di missili contro Israele in risposta al suo intenso bombardamento aereo su Beirut di...
L'astro e leggenda del calcio mondiale, il compianto Diego Armando Maradona, fece una previsione sorprendente sui Mondiali di quest'anno, che si stanno svolgendo in Messico, Stati Uniti e Canada. Nel...
Copyright L'Antidiplomatico 2015 all rights reserved
L'AntiDiplomatico è una testata registrata in data 08/09/2015 presso il Tribunale civile di Roma al n° 162/2015 del registro di stampa