Frasi di Marx (4) - Lo Stato minimo: l’ipocrisia del neoliberismo






di Alessandra Ciattini

In questo quarto video della serie Frasi di Marx il grande pensatore risponde a una domanda di grande importanza, la cui risposta che sarebbe evidente è meticolosamente occultata. Giustamente Marx sosteneva che l’esistenza dello Stato minimo è solo un mito, uno dei tanti con i quali ci oscurano le menti, il cui scopo è far passare per positivo ciò che invece è estremamente negativo per i lavoratori. La cosa sorprendente è che quello che egli scriveva non solo non è superato, ma addirittura è ancora più valido per la società contemporanea, nella quale a partire dagli anni ’70 si è affermato il neoliberismo, una vera e propria controrivoluzione secondo David Harvey.

In quel periodo si registrava una caduta del tasso di profitto ed occorreva ridimensionare il benessere lavorativo raggiunto in alcuni paesi del mondo dai lavoratori, trovando un discorso attraente con il quale indurli docilmente ai sacrifici. E questo discorso è stato individuato ponendo l’enfasi sulla libertà individuale, che era invece libertà di impresa, demonizzando tutte quelle istituzioni pubbliche (sanità, scuola, sicurezza sociale) create per migliorare le condizioni di vita dei lavoratori. Da un lato, si è avviata la politica dei tagli dei costi sociali, quella della flessibilità lavorativa con lo scopo più che evidente di ridurre il costo del lavoro complessivo. Dall’altro, il taglio dei costi sociali ha reso sempre più inefficienti i servizi (come sperimentiamo ogni giorno) in Argentina come in Italia, e ciò ha permesso ai neoliberisti di affermare che le istituzioni pubbliche non funzionano e che era meglio privatizzarle, ossia trasferirle nelle loro mani per un tozzo di pane. “Abbiamo bisogno dello Stato minimo” hanno gridato. Meno costi, meno tasse, meno invasione nella vita privata.

Ma questo costituisce solo un lato della medaglia. L’altro lato sta nel fatto che lo Stato ha sostenuto e sostiene sempre le grandi imprese, le corporazioni, le banche per farle uscire dalle crisi che esse stesse hanno creato, fornendo sovvenzioni, sussidi, finanziando le loro stesse attività come nel caso della ricerca sui farmaci. E ciò non basta. Lo Stato si espande anche nelle sue forme repressive e coercitive quando si tratta di colpire i lavoratori che scioperano e le loro organizzazioni, o di far fuori i dissidenti e gli oppositori. In conclusione lo Stato si minimizza dinanzi ai bisogni dei lavoratori, si massimizza per salvaguardare gli interessi dell’élite economica.

Bibliografia

Karl Marx, Il Capitale, 1867.

David Harvey, Breve storia del neoliberalismo, 2007.

Naomi Klein, Shock Economy, 2007.

Oxfam International, Relazione sull’evasione fiscale corporativa (2020-2024).

The Lancet, Dati sui prezzi dei farmaci vs costi di produzione (2023).



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